Peloponneso: sospese 26 unità scolastiche
Diciannove scuole dell'infanzia e sette scuole elementari in cinque prefetture del Peloponneso non funzioneranno nell'anno scolastico 2026-2027, per iscrizioni pari a zero, mancanza di alunni o assenza di un edificio idoneo.
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Ventisei unità scolastiche della Regione del Peloponneso non apriranno le porte nell’anno scolastico 2026-2027. Secondo la Gazzetta Ufficiale pubblicata l’11 agosto e presentata dall’ERT, vengono poste in sospensione temporanea di attività diciannove scuole dell’infanzia e sette scuole elementari. Le ragioni variano da caso a caso e sono tre: iscrizioni pari a zero, mancanza del numero minimo di alunni richiesto o assenza di un edificio scolastico idoneo. La proposta al Ministero dell’Istruzione è stata presentata dal Direttore Regionale dell’Istruzione del Peloponneso Dimitris Oikonomopoulos. Decisioni di questo tipo vengono aggiornate ogni anno in questo periodo, sulla base dei dati disponibili sulle iscrizioni, e diverse delle unità comprese nell’elenco non funzionano da anni.
Le scuole dell’infanzia che sospendono l’attività si trovano in cinque prefetture. In Argolide sono comprese quelle a due sezioni di Ermionida e Lygourio, oltre alle scuole dell’infanzia di Lyrkeia, Dimaina, Skoteini e Thermisia. In Arcadia vengono sospese quelle di Valtesiniko, Kastri e Neochori, in Corinzia quelle di Spathovouni e Megalos Valtos e la 3ª di Nemea, mentre in Laconia quelle a sezione unica di Flomochori, Skoura, Agios Nikolaos Voion e Vrontamas. In Messenia la decisione riguarda le scuole dell’infanzia di Longa e Marathopoli, oltre alla Scuola dell’Infanzia Speciale di Filiatra. Tra le scuole elementari l’elenco comprende la Scuola Speciale di Leonidio, Karytaina, quella a sezione unica di Lagkadia, quelle a due sezioni di Longanikos e Karyes, oltre alle scuole di Finikounta e Trikorfo.
La geografia dell’elenco racconta da sola una storia. Si tratta quasi esclusivamente di insediamenti montani e semimontani dell’entroterra, oltre che di piccole comunità costiere fuori dai centri turistici. La scuola in insediamenti simili non è soltanto una struttura educativa ma anche il motivo principale per cui una giovane famiglia decide se restare o trasferirsi. Quando chiude, lo spostamento dei bambini verso il polo scolastico più vicino diventa un obbligo quotidiano, spesso su strade di montagna strette e con lunghe distanze, e funziona come un ulteriore incentivo ad andarsene. La presenza di due unità scolastiche speciali nell’elenco, a Filiatra e a Leonidio, aggiunge un’ulteriore questione, poiché gli alunni con disabilità hanno maggiori difficoltà a coprire le distanze.
Questo sviluppo arriva in una regione che mostra un ritardo rispetto alla media nazionale anche in altri indicatori, come mostrano i dati regionali sul commercio al dettaglio diffusi dall’ELSTAT. La contrazione della popolazione scolastica nella provincia greca non riguarda solo il Peloponneso, ma costituisce uno schema comune nelle zone montane e remote, dove la perdita di posti di lavoro accelera la fuga, come accade con le mobilitazioni per i licenziamenti al Centro Lignitifero della Macedonia Occidentale. La sospensione è definita esplicitamente temporanea, cioè un’unità scolastica può riprendere l’attività se arrivano iscrizioni. Nella pratica però il ritorno è raro, poiché presuppone l’inversione della tendenza demografica dell’insediamento. Il numero di alunni per unità non è stato reso pubblico.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΠελοπόννησος: 19 νηπιαγωγεία και 7 δημοτικά σχολεία σε προσωρινή αναστολή λειτουργίας — ΕΡΤ · δημοσιεύθηκε 2026-08-16 · ανακτήθηκε 2026-08-20