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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Drepano: la barca si è liberata dopo 4 giorni

Si è conclusa giovedì 20 agosto la terza operazione per liberare lo yacht di lusso incagliato domenica 16 agosto nelle secche di Drepano vicino a Patrasso, dopo la rimozione del carburante e la pulizia del fondale.

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Lo yacht di lusso rimasto incagliato per quattro giorni nelle secche di Drepano, vicino a Patrasso, è stato liberato giovedì 20 agosto. Secondo il servizio di «ΝΕΑ» e del quotidiano «Peloponnisos», l’imbarcazione è lunga circa 20 metri e batte bandiera statunitense, mentre l’incaglio è avvenuto domenica 16 agosto nel punto noto come passaggio della Panagia, vicino al faro di Drepano. Al momento dell’episodio soffiavano venti di nord-est di forza quattro Beaufort. A bordo dell’imbarcazione si trovavano cinque persone, che non hanno avuto problemi di salute. Il tentativo di giovedì è stato il terzo in ordine, poiché i due precedenti, effettuati con un rimorchiatore, non avevano dato risultato. L’operazione si è infine conclusa senza problemi e lo yacht si trova ora fuori dalle secche.

Per rendere possibile lo sblocco è stato necessario un lavoro preparatorio. Prima dello spostamento sono stati rimossi i carburanti per ridurre il peso dell’imbarcazione ed è stata effettuata una pulizia del fondale, con la rimozione di ghiaia e pietre accumulate intorno allo scafo che lo tenevano bloccato. Questa tattica è comune nei casi di incaglio su fondali sabbiosi o ghiaiosi: maggiore è il pescaggio, maggiore è la forza richiesta dal rimorchiatore, mentre una trazione violenta di un’imbarcazione carica comporta il rischio di rottura dello scafo. La rimozione dei carburanti serve al contempo anche a uno scopo ambientale, limitando il rischio di una perdita in caso di danno. L’arco di quattro giorni si spiega con la necessità di riunire i mezzi adeguati e scegliere una finestra temporale con condizioni favorevoli. Nei primi due tentativi, la trazione con il rimorchiatore non era riuscita a spostare l’imbarcazione, il che ha portato alla decisione di far precedere l’alleggerimento e la preparazione del fondale a un nuovo tentativo. La combinazione delle due azioni ha ridotto le resistenze e permesso lo spostamento finale.

Il passaggio della Panagia è un pericolo noto per le imbarcazioni in transito, poiché lì si estende una stretta lingua sabbiosa sotto la superficie del mare, non visibile dal ponte. Drepano si trova all’estremità nordoccidentale dell’Acaia, all’ingresso del Golfo di Corinto, uno dei punti più frequentati della zona sia per la navigazione sia per i bagnanti. In questi stretti c’è un passaggio costante di imbarcazioni da diporto, barche a vela e unità professionali, soprattutto nei mesi estivi, mentre la costa è bassa e non offre punti di riferimento visivi per stimare la profondità. Durante i quattro giorni in cui è rimasta immobilizzata, l’imbarcazione era diventata un punto di curiosità per i visitatori della zona, che si avvicinavano alla riva per vederla e fotografarla.

Non è stato reso noto se l’autorità portuale stia conducendo un’istruttoria preliminare sulle cause dell’incaglio, procedura di norma seguita e che esamina la rotta percorsa dall’imbarcazione, i documenti nautici e le competenze del conduttore. Non è stato inoltre reso noto se siano stati causati danni all’imbarcazione stessa o al fondale marino, né se lo yacht verrà condotto in un porto o in un cantiere navale per un’ispezione. Lo sblocco di un’imbarcazione non significa automaticamente che sia navigabile, poiché eventuali danni allo scafo e al timone si accertano con un controllo fuori dall’acqua. Episodi simili sono stati registrati nello stesso periodo in altre aree marine, tra cui il rimorchio di una barca a vela alla deriva con nove passeggeri a Kos e la collisione di un’imbarcazione a Zante con sei feriti.

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