Chios: due persone in mare da una moto d'acqua
Due persone sono state individuate mentre nuotavano con giubbotti di salvataggio a est di Chios e sono state recuperate da mezzi del Corpo delle Capitanerie di porto la mattina di mercoledì 19 agosto.
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Nelle prime ore di mercoledì 19 agosto la Capitaneria di porto di Chios è stata informata della presenza di una moto d’acqua, nota come jet ski, che si muoveva a forte velocità dalle coste turche antistanti verso la zona di Agia Ermioni - Neniton, a est dell’isola. Secondo il comunicato del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera ellenica, sono salpate subito due motovedette, che nel corso delle ricerche hanno individuato un uomo e una donna che nuotavano indossando giubbotti di salvataggio. Le due persone sono state recuperate incolumi, trasportate al porto di Chios e in seguito al Centro di accoglienza e identificazione dell’isola, dove seguono le procedure previste.
Secondo la loro dichiarazione, così come è riportata nel comunicato, il conducente del mezzo li ha gettati in mare e in seguito è tornato verso le coste antistanti. L’indagine preliminare sul caso è svolta dalla Capitaneria centrale di porto di Chios, che accerterà le circostanze del trasporto e l’identità del conducente. Il comunicato non attribuisce una nazionalità alle due persone recuperate e non fornisce elementi sul conducente della moto d’acqua, che non è stato identificato. Il relativo fascicolo sarà valutato dalle autorità giudiziarie competenti, qualora emergano elementi che consentano l’identificazione.
L’uso di moto d’acqua veloci è stato registrato negli ultimi anni come metodo di traffico di persone negli stretti passaggi dell’Egeo orientale, là dove la distanza dalle coste antistanti si misura in poche miglia nautiche. Il vantaggio per i trafficanti è la velocità e la scarsa traccia sui radar, ma il rischio per le persone trasportate è sproporzionatamente grande. Si tratta di mezzi privi di qualsiasi protezione, senza strumenti di comunicazione e con una stabilità minima in caso di onde, mentre la pratica di abbandonare i passeggeri in acqua, come viene descritta in questo caso specifico, trasforma ogni imprevisto in una questione di vita o di morte. La sopravvivenza dipende allora esclusivamente dalla rapidità dell’individuazione e dalle condizioni del mare.
L’episodio si inserisce in un insieme di operazioni che lo stesso bollettino del Corpo delle Capitanerie di porto ha registrato per la stessa giornata in diverse zone del paese. Per Chios le questioni aperte sono il completamento dell’indagine preliminare e la documentazione del percorso del mezzo, mentre non si è saputo se sarà chiesta assistenza alle autorità antistanti. L’isola si trova stabilmente in prima linea in episodi di questo tipo per ragioni geografiche, con i servizi locali che si fanno carico allo stesso tempo del soccorso, dell’identificazione e dell’accoglienza. Al Centro di accoglienza e identificazione seguono la registrazione dei dati, il controllo medico e l’informazione sulla procedura di asilo, fasi previste per ogni persona individuata in questo modo. Le due persone recuperate non sono trattate come sospettate per il traffico, poiché l’indagine preliminare riguarda il conducente della moto d’acqua. Gli sviluppi nel trasporto marittimo e nella sorveglianza marittima dell’Egeo restano decisivi per la società delle isole dell’Egeo orientale.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΕντοπισμός και διάσωση αλλοδαπών στη Χίο — Λιμενικό Σώμα - Ελληνική Ακτοφυλακή · δημοσιεύθηκε 2026-08-19 · ανακτήθηκε 2026-08-19