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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Nilo occidentale: 110 casi e nove decessi

L'EODY ha registrato 110 casi del virus del Nilo occidentale su scala nazionale fino al 14 agosto, mentre i decessi in Grecia quest'anno salgono a nove, quanti in tutto l'anno precedente.

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Sono 110 i casi del virus del Nilo occidentale registrati su scala nazionale dall’EODY fino al 14 agosto, mentre il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha riferito 105 casi con dati aggiornati al 13 agosto. I decessi in Grecia quest’anno ammontano a nove, un numero pari al totale dell’intero anno precedente. Secondo la professoressa dell’EKPA Theodora Psaltopoulou, il 70% dei casi riguarda l’Attica. Nella settimana precedente sono stati individuati quattro nuovi focolai, in Emazia, a Salonicco, in Laconia e al Pireo, secondo i servizi di Ta Nea e del The TOC.

Il virus del Nilo occidentale si trasmette all’uomo attraverso la puntura di una zanzara infetta e non si trasmette da persona a persona, con gli uccelli selvatici che fungono da serbatoio naturale. Nella grande maggioranza delle infezioni non compaiono sintomi e solo in una piccola percentuale si manifesta una malattia febbrile con febbre, cefalea e mialgie. Il coinvolgimento del sistema nervoso centrale, con forme come l’encefalite e la meningite, riguarda una piccola frazione degli infettati, con un rischio che aumenta sensibilmente nelle età più avanzate e nelle persone con patologie preesistenti. Non esiste un vaccino per l’uomo né una terapia antivirale specifica.

L’elemento che quest’anno si distingue è la concentrazione geografica. Quando sette casi su dieci si registrano in Attica, la questione cessa di essere esclusivamente rurale e si sposta nell’ambiente urbano densamente abitato, dove il focolaio di riproduzione delle zanzare può essere un tombino, un terrazzo o un terreno abbandonato. Questo quadro si inserisce anche in un contesto europeo: l’ECDC registra 429 casi in nove Paesi dell’Unione europea, con la Grecia seconda dopo l’Italia. I quattro nuovi focolai della settimana precedente indicano che la circolazione del virus non si limita a una sola regione, ma si estende anche verso la Grecia settentrionale e il Peloponneso.

D’ora in avanti i dati saranno aggiornati con la rilevazione settimanale dell’EODY, che riporta con un ritardo di pochi giorni i casi confermati. Sul piano della prevenzione, le misure restano costanti e soprattutto individuali: repellenti per insetti, zanzariere, abiti che coprano la pelle nelle ore intorno all’alba e al tramonto, e rimozione delle acque stagnanti da cortili, vasi e balconi. Sul piano degli enti locali, il peso ricade sui programmi di lotta alle zanzare allo stadio larvale, che vengono pianificati dalla primavera. I sintomi che richiedono una valutazione medica sono la febbre alta associata a forte cefalea, confusione o debolezza muscolare, in particolare nelle persone di età più avanzata. Gli sviluppi sono seguiti nella pagina Salute, mentre le ricadute sulla vita quotidiana nella sezione Società.

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