Μετάβαση στο περιεχόμενο
Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
Creta Today
60″ Briefing Αναζήτηση
60″
60″
Ηράκλειο—°Σήμερα στην περιοχή →

Diga del Platys Potamos: interrogazione sul ritardo

Il deputato di Iraklio Konstantinos Kefalogiannis ha depositato un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sul ritardo nella messa a gara dell'opera da 175 milioni di euro.

Italiano Αυτόματη μετάφραση από τα ελληνικά · Δείτε το πρωτότυπο στα ελληνικά

Greek local news in your inbox, every morning.Subscribe free →

Il deputato di Iraklio di Nea Dimokratia Konstantinos Kefalogiannis ha depositato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Christos Dimas, chiedendo spiegazioni sul ritardo nell’indizione della gara per la diga del Platys Potamos. Secondo un articolo del quotidiano Nea Kriti, l’opera porta il titolo «Diga del Platys Potamos, prefettura di Rethymno, con condotta di trasporto verso la Messarà e reti irrigue della prefettura di Rethymno» e il suo bilancio ammonta a 175 milioni di euro comprensivi dell’Imposta sul valore aggiunto. Sebbene la messa a gara fosse attesa entro il primo semestre del 2026, a oggi il relativo bando non è stato pubblicato.

L’opera è progettata per potenziare il bacino di Faneromeni e coprire il fabbisogno irriguo della Messarà, la più grande pianura di Creta, nell’Unità regionale di Iraklio. La diga viene costruita nella prefettura di Rethymno e l’acqua viene trasportata attraverso una condotta verso il sud di Iraklio: si tratta cioè di un’opera che collega due unità regionali. Nel gennaio 2026 è stata approvata la Decisione collettiva d’opera per il finanziamento degli espropri necessari, mentre dal marzo 2023 esistono otto studi catastali approvati per gli espropri forzosi. Il deputato chiede un calendario preciso sia per il completamento della dichiarazione degli espropri sia per la messa a gara. Il bacino di Faneromeni funziona già come principale fonte di irrigazione per la zona più ampia, ma la sua capacità non è sufficiente a coprire la domanda negli anni con scarse precipitazioni.

Il ritardo ha un rilievo pratico per l’economia agricola della Messarà, dove si coltivano olivi, vigneti, ortaggi e colture in serra che dipendono dall’irrigazione. La zona affronta problemi ricorrenti di disponibilità idrica, con le riserve sotterranee messe sotto pressione dall’eccesso di prelievi e dalle precipitazioni ridotte degli ultimi anni. Le grandi opere idrauliche a Creta hanno storicamente lunghi tempi di maturazione, poiché richiedono autorizzazioni ambientali, studi catastali ed espropri di vasta estensione, procedure che avanzano parallelamente e spesso si ritardano a vicenda. La Messarà concentra una parte significativa della produzione agricola di Creta e le sue esportazioni dipendono dalla stabilità dell’irrigazione durante i mesi estivi.

La risposta del ministero mostrerà se esiste un nuovo calendario per l’indizione della gara e a che punto si trovi la dichiarazione degli espropri. Non è stato reso noto se il ritardo sia dovuto a questioni ancora aperte negli studi, a problemi di finanziamento o a procedure amministrative. Non è stato inoltre reso noto se l’opera rientri in uno specifico strumento di finanziamento, elemento che determina anche i termini di realizzazione. Interventi parlamentari sulle infrastrutture di Creta vengono depositati di frequente nell’ultimo periodo, come anche per gli impianti sportivi di Lasithi. Il termine per rispondere a un’interrogazione parlamentare è di norma di trenta giorni.

Πηγές