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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Caso Marfin: rientrata in Grecia la 46enne accusata

Un nucleo della Direzione speciale per la repressione dei crimini violenti si è recato nel Regno Unito per recuperare la 46enne accusata di partecipazione al rogo omicida di una filiale bancaria in via Stadio a maggio 2010. L'estradizione si completa giovedì 6 agosto 2026.

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Un nucleo della Direzione speciale per la repressione dei crimini violenti si è recato nel Regno Unito per recuperare una donna di 46 anni accusata di partecipazione al rogo omicida di una filiale bancaria in via Stadio, a maggio 2010. La procedura di estradizione si completa giovedì 6 agosto 2026 e l’arrivo in Grecia è atteso nel pomeriggio o sera dello stesso giorno, con la sospettata trattenuta nei locali della Polizia generale dell’Attica. Venerdì mattina 7 agosto è programmato il suo trasferimento davanti al Pubblico ministero competente per l’esecuzione del mandato internazionale di arresto che era pendente nei suoi confronti.

L’arresto era avvenuto il 13 luglio 2026 all’aeroporto di Gatwick a Londra, sulla base del mandato internazionale. Si è successivamente presentata dinanzi a un tribunale londinese e ha accettato la richiesta di estradizione delle autorità greche, fatto che ha accelerato significativamente la procedura, poiché la contestazione di un’estradizione può richiedere mesi di procedimenti e ricorsi. Tramite il suo avvocato nega qualsiasi coinvolgimento nel caso. A questo punto viene registrata una chiara contraddizione tra le versioni: la difesa sostiene che era entrata in contatto volontariamente con le autorità greche e che stava rientrando per fornire chiarimenti, tuttavia l’arresto è avvenuto in un controllo di frontiera aeroportuale ed è stato effettuato in virtù di un mandato internazionale, dunque nel contesto di una procedura coercitiva e non volontaria.

Il rogo di maggio 2010 rimane uno dei casi più gravi dell’ultimo decennio e mezzo: nella filiale di via Stadio tre lavoratori hanno perso la vita, intrappolati nel fumo. L’identità e i dati personali delle vittime non sono riprodotti qui, così come non è reso pubblico il nome dell’accusata, che non è una figura pubblica e nei cui confronti vige pienamente la presunzione di innocenza fino all’emanazione di una sentenza giudiziale irrevocabile. Il caso era rimasto aperto per anni e è riemerso nel dibattito pubblico attraverso il successivo utilizzo di elementi probatori e la cooperazione investigativa internazionale, meccanismo che consente la ricerca di persone anche molti anni dopo i fatti loro attribuiti. Sedici anni dopo gli eventi, l’indagine giudiziaria rimane aperta, mentre il trascorrere del tempo ostacola oggettivamente il procedimento probatorio, poiché i testimoni sono più difficili da rintracciare e la loro testimonianza è meno precisa.

Il passo successivo è procedurale ma critico: dopo la comparizione davanti al Pubblico ministero venerdì 7 agosto sarà deciso il modo in cui il caso procederà, cioè se sarà rinviato a giudizio istruttorio, quando avrà termine per fornire difese e quale regime di trattenimento sarà applicato fino al dibattimento. L’accettazione dell’estradizione non comporta alcun riconoscimento di colpevolezza e non pregiudica il giudizio dei tribunali greci. Non è stato comunicato un calendario per il proseguimento del fascicolo né se seguiranno ulteriori azioni per altre persone ricercate. La concessione di un termine per fornire difese è una pratica consolidata, come in altri casi con comparsa programmata nella medesima settimana.

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