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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Dodecaneso: benzina oltre i 2 euro alla pompa

Il prezzo medio della benzina senza piombo nel Dodecaneso ha raggiunto 2,119 euro al litro, con le piccole isole che pagano ancora di più e con lo scarto dalla media nazionale che tocca i 13,7 centesimi.

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La soglia psicologica dei due euro al litro è stata superata dal prezzo medio nazionale della benzina senza piombo normale, che si è attestato a 2,002 euro, mentre il gasolio per autotrazione ha raggiunto 1,996 euro. Secondo un articolo del quotidiano Dimokratiki tis Rodou, nel Dodecaneso il prezzo medio della benzina senza piombo è salito a 2,119 euro al litro, rendendola la seconda regione più cara del paese dopo le Cicladi, dove il prezzo ha raggiunto 2,257 euro. Lo scarto del Dodecaneso rispetto alla media nazionale ammonta a 13,7 centesimi al litro, ovvero un pieno di cinquanta litri costa 6,85 euro in più rispetto alla Grecia continentale.

Le differenze crescono quanto più l’isola è piccola. A Kasos il prezzo arriva a 2,210 euro, a Nisyros a 2,180 euro, a Patmos a 2,145 euro per la normale e a 2,245 euro per quella premium, a Kastellorizo a 2,100 euro e a Leros a 2,090 euro. La spiegazione sta nel costo del trasporto: i carburanti arrivano nelle piccole isole con navi cisterna o autobotti che scontano il costo dei noli, mentre le piccole quantità non consentono economie di scala. Nel GPL per autotrazione la differenza è ancora maggiore, poiché nel Dodecaneso il prezzo si attesta a 1,374 euro contro una media di 0,959 euro, ovvero uno scarto del 43%. Nelle isole con pochi distributori anche la concorrenza è limitata, il che lascia meno margini per scostamenti verso il basso.

Nell’arco di un anno la benzina senza piombo nel Dodecaneso è aumentata del 10,6%, ossia 20,3 centesimi al litro, mentre il gasolio per autotrazione del 22,9%, cioè 38,6 centesimi. Questo aggravio non riguarda solo gli automobilisti: il costo del carburante si ripercuote sui trasporti, sui prezzi dei beni, sull’agricoltura e sul turismo, settori dai quali dipende l’economia delle isole. Nelle piccole isole, dove anche la produzione di energia elettrica avviene con il petrolio, i rincari si traducono in un costo maggiore per l’intero sistema.

La sovvenzione statale di dieci centesimi al litro sul gasolio per autotrazione, in vigore in agosto, scade tra quattordici giorni, mentre gli sconti delle raffinerie valgono fino al 31 agosto. Da marzo a giugno il costo degli interventi statali alla pompa è ammontato a 300 milioni di euro, con l’importo complessivo destinato che arriva a 370 milioni. Il petrolio di tipo Brent si muove verso i 92 dollari al barile a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran, senza una chiara prospettiva di attenuazione. Non è stato annunciato se la sovvenzione sarà prorogata a settembre. Le associazioni di categoria delle isole chiedono da anni un meccanismo permanente di compensazione del costo di trasporto sui carburanti, analogo a quello in vigore per altri beni.

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