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Paros: laboratorio di plastica e ceramica cicladica

Decisione unanime del Consiglio Comunale di Paros per la creazione di un Laboratorio di Plastica e Ceramica Cicladica nell'ex Scuola Elementare di Marathi.

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Uno spazio destinato ad attività culturali. Foto d'archivio, a scopo illustrativo.
Ενδεικτική εικόνα Uno spazio destinato ad attività culturali. Foto d'archivio, a scopo illustrativo. TodayGrid

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La creazione e il funzionamento del Laboratorio di Plastica e Ceramica Cicladica, come struttura culturale permanente del comune, sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio Comunale di Paros nella seduta di mercoledì 19 agosto 2026. La decisione è stata presa a seguito della proposta della vicesindaca alla Cultura Anna Kagani e riguarda una struttura che funzionerà in modo stabile e non come una serie isolata di eventi. Il sindaco di Paros Kostas Bizas ha dichiarato che la fondazione del laboratorio «costituisce un investimento importante nella salvaguardia e nella valorizzazione dell’identità culturale di Paros». Il laboratorio si rivolgerà a bambini, giovani e adulti, con programmi di scultura del marmo, plastica cicladica e ceramica, e dovrebbe inoltre ospitare artisti o creatori in visita. L’unanimità dell’assemblea significa che la decisione non ha incontrato obiezioni da parte delle liste di minoranza.

Il laboratorio avrà sede nell’edificio dell’ex Scuola Elementare di Marathi, di proprietà del Comune di Paros, che è stato concesso all’Associazione Educativa e Culturale di Marathi Vounion. Secondo la proposta, l’associazione è stata informata e ha accettato la coesistenza delle attività nello stesso spazio, elemento necessario affinché la nuova struttura non pregiudicasse la concessione esistente. Il cortile dell’edificio verrà utilizzato come laboratorio all’aperto, con seminari, mostre e conferenze, una scelta adatta alla scultura, poiché la lavorazione del marmo produce polvere e rumore e viene svolta tradizionalmente all’aperto. Sono previste inoltre collaborazioni con scuole, associazioni, università, musei e artisti dalla Grecia e dall’estero, in modo che il laboratorio funzioni anche come punto di scambio di competenze e non solo come spazio per lezioni. L’utilizzo di un immobile comunale già concesso a un’associazione locale richiede di norma un’intesa esplicita sull’uso degli spazi e sugli orari, affinché non si creino sovrapposizioni tra le attività.

La scelta dell’argomento non è casuale per Paros. L’isola ha una lunga tradizione nella scultura del marmo, con il marmo pario, il lychnites, materiale di grandi opere dell’antichità, mentre le sue cave restano un punto di riferimento per la storia dell’arte. La plastica cicladica, con i caratteristici idoli della prima Età del Bronzo, è direttamente legata allo stesso materiale e alla stessa geografia. Ospitare la struttura in un ex edificio scolastico di un insediamento montano ha un significato ulteriore, poiché valorizza un immobile rimasto inutilizzato dopo i cambiamenti demografici dell’entroterra e sposta l’attività culturale al di fuori dei centri turistici costieri. Una logica analoga ha caratterizzato la recente attività culturale nei villaggi montani dell’isola, come l’evento a Lefkes, che rivolge l’interesse verso l’interno di Paros.

La decisione del consiglio comunale è il primo passo di un processo non ancora concluso. Perché una struttura comunale permanente possa funzionare occorrono di norma un regolamento di funzionamento, la garanzia di personale o collaboratori con le rispettive specializzazioni, attrezzature per la lavorazione del marmo e la ceramica, come un forno e utensili, nonché eventuali lavori di adeguamento dell’edificio agli standard di sicurezza. Non è stato annunciato un budget per la creazione e il funzionamento del laboratorio né una data di avvio dei programmi. Non è stato inoltre reso noto se la partecipazione sarà gratuita, come verranno selezionati i partecipanti, né se ci sarà un finanziamento da programmi nazionali o europei. I relativi dettagli dovrebbero emergere da successive decisioni degli organi del comune. La decisione stessa, in quanto atto di un organo collegiale, viene pubblicata su Diavgeia ed è soggetta al controllo di legittimità dell’Amministrazione Decentrata dell’Egeo prima di acquisire piena efficacia, fase che precede ogni spesa.

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