Preveli: il palmeto tornerà verde in 2-3 anni
Il danno peggiore dal 2010 per il palmeto di Preveli, ma la botanica Eleftheria Antaloudaki stima che la ricrescita naturale richiederà due o tre anni.
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Il palmeto di Preveli ha subito nel recente incendio della parte meridionale della prefettura di Rethymno il suo danno più grave dal 2010. Parlando a Orange Press Agency, Eleftheria Antaloudaki, botanica e responsabile di reparto al Museo di Storia Naturale di Creta, descrive la palma come una specie resistente «che può sopportare simili perturbazioni, quindi può rigenerarsi». La sua stima per il recupero naturale, cioè per il ritorno del verde nella zona, si colloca sui due o tre anni, a condizione che non si verifichi un nuovo incendio o un’ulteriore pressione sull’ecosistema. Una parte del bosco è rimasta intatta, ma il maggior numero di palme si trova alla foce del fiume e proprio queste sono bruciate, il che spiega perché l’immagine della distruzione sia così forte per chi si avvicina dalla costa.
Il motivo per cui un palmeto bruciato non è necessariamente perduto sta nella biologia dell’albero stesso. La palma immagazzina acqua all’interno del tronco e, se la parte centrale interna non brucia, l’albero rigermoglia nel giro di pochi anni. Il fuoco cioè può togliere il fogliame e lasciarsi dietro tronchi anneriti senza aver ucciso la popolazione. La botanica pone tuttavia una distinzione netta: un conto è il ritorno del verde, un altro il pieno ripristino della struttura, della composizione e della funzione ecologica di un ecosistema, che può richiedere molti decenni. Questo habitat non si trova in nessun altro luogo in Europa al di fuori di Creta e delle Isole Canarie, mentre il Museo di Storia Naturale di Creta partecipa insieme alle Canarie a un programma europeo per la conservazione della palma di Teofrasto.
Per il Comune di Agios Vasileios e per l’intero asse meridionale di Rethymno, Preveli non è semplicemente un paesaggio naturale ma una delle destinazioni turistiche più forti della zona, con un afflusso che raggiunge il picco nei mesi estivi. La pressione turistica è indicata dalla stessa botanica come un fattore di rischio per il recupero, poiché la ricrescita richiede tempo e una relativa quiete nel terreno in cui spuntano i nuovi germogli. La zona ha inoltre già una storia gravosa: il danno del 2010 funziona oggi come termine di paragone e al tempo stesso come precedente su quanto possa durare il ripristino. Parallelamente, il comune ha aperte anche altre questioni infrastrutturali, come la segnalazione sull’interramento della rete, che è direttamente collegata alla prevenzione degli incendi.
Il periodo che viene dipende dal fatto che la zona eviti un nuovo incendio e da come sarà gestito l’afflusso di visitatori durante la fase di ricrescita. Non è stato annunciato alcun piano di ripristino o di limitazione dell’accesso, né una rilevazione completa del numero di palme bruciate rispetto a quelle salvate. La prevenzione antincendio attorno ai punti sensibili di Creta è comunque stata rafforzata negli ultimi mesi, con misure come il nuovo piano antincendio ad Agios Nikolaos e le telecamere termiche di rilevamento incendi a Cnosso e Festo. Per Preveli, l’elemento decisivo resta il tempo: se al bosco sarà lasciato rigermogliare senza nuove perturbazioni, il suo aspetto comincerà a cambiare nel corso del prossimo biennio.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΠότε θα γίνει ξανά πράσινο το φοινικόδασος της Πρέβελης – Η ελπίδα και ο κίνδυνος μετά την καταστροφή — Flashnews.gr · δημοσιεύθηκε 2026-08-20 · ανακτήθηκε 2026-08-21