Attica-Beozia: 111.732 ettari in 91 ore
Il grande incendio che ha colpito l'Attica e la Beozia ha bruciato 111.732 ettari in circa 91 ore, rilasciando almeno 380 TJ di energia, secondo l'analisi del team pirometeorologico FLAME. Il 55% dell'area è bruciato in sole due notti.
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Nuovi dati sull’entità del grande incendio che ha colpito l’Attica occidentale e la Beozia sono stati pubblicati il 7 agosto dal team pirometeorologico FLAME. Secondo l’analisi, il fronte incendiario ha bruciato 111.732 ettari in circa 91 ore, dal 31 luglio al 4 agosto 2026. Si tratta di uno dei più grandi incendi registrati negli ultimi anni nella regione, sia per estensione che per velocità di propagazione.
La metrica centrale dell’analisi riguarda l’energia rilasciata. Il team calcola che abbia raggiunto almeno 380 terajoule, una quantità che, per scopi di confronto, equipara a sei bombe atomiche di tipo Hiroshima. Il confronto viene utilizzato come misura di scala e non come descrizione del modo in cui l’energia è stata rilasciata, che nel caso dell’incendio è stata distribuita su quattro giorni e un’area vastissima.
L’analisi dà particolare enfasi al comportamento notturno dell’incendio. Il 55% dell’area totale bruciata, cioè 61.718 ettari, è bruciato durante sole due notti. Nello stesso periodo sono stati registrati venti che superavano 80 chilometri all’ora, mentre il tasso di avanzamento del fronte ha superato i 2.000 ettari all’ora. Queste cifre spiegano perché le forze terrestri hanno avuto difficoltà nel fermare la progressione dell’incendio.
Storicamente, la notte ha agito come la “finestra” durante la quale gli incendi perdevano intensità, poiché le temperature diminuivano e l’umidità relativa aumentava. FLAME sottolinea che questa finestra si sta riducendo rispetto a venti o trent’anni fa, con il risultato che le ore notturne non forniscono più il sollievo che offrivano in passato. Questo sviluppo sta cambiando la pianificazione della protezione antincendio e la distribuzione delle forze in un periodo di 24 ore.
Per le comunità locali dell’Attica occidentale, i dati forniscono una misura di confronto per l’entità della distruzione che hanno dovuto gestire. I sopralluoghi degli edifici sono già stati completati in parti della zona, mentre i processi per gli aiuti statali e i pagamenti dei soccorsi sono in corso. Il ripristino dell’ambiente naturale e la protezione dalle alluvioni delle aree bruciate costituiscono un problema separato e a lungo termine.
Le cifre provengono da un team scientifico e non da registri ufficiali dello stato, il che significa che potrebbero essere riviste quando i dati finali dei servizi competenti saranno pubblicati. Nessuna stima ufficiale è stata resa pubblica circa l’area bruciata da un organismo governativo, né vi è stata una ripartizione analitica per tipo di vegetazione. Rimane aperta la domanda su quanta parte dell’area fosse boschiva e quanta fosse agricola o coperta da arbusti.
I prossimi passi riguardano la pubblicazione di mappe ufficiali delle aree bruciate e la loro incorporazione nei processi di demarcazione e indennizzo. In parallelo, le conclusioni sul comportamento notturno degli incendi dovrebbero alimentare la discussione sulla pianificazione della prossima stagione degli incendi. Non è stato annunciato se l’analisi sarà formalmente valutata dai vigili del fuoco o dal ministero della Crisi climatica e della Protezione civile.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςFLAME: Energy from Attica and Boeotia fire equivalent to 6 atomic bombs — enikos.gr · δημοσιεύθηκε 2026-08-07 · ανακτήθηκε 2026-08-08Τι αναφέρει: FLAME analysis metrics: burned area, duration, energy and distribution of burning during nighttime hours.