Salamina: macerie e rami accatastati dopo gli incendi
Poche giornate dopo i mortali incendi, cumuli di rifiuti, macerie e rami secchi si registrano in vari punti di Salamina, mentre l'amministrazione comunale invoca la moltiplicazione della popolazione in estate.
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Poche giornate dopo i mortali incendi che hanno colpito Salamina, le immagini dalla più grande isola del Golfo Saronico hanno riportato in primo piano un problema di vecchia data. Secondo un reportage pubblicato mercoledì 19 agosto 2026, cumuli di rifiuti, montagne di macerie, erba secca e rami si individuano in diversi punti, mentre alcuni residenti avrebbero preso in carico da soli una parte della raccolta. L’Associazione di Steno Faneromenis, come viene riferito, ha impiegato a proprie spese un bulldozer per raccogliere la massa di rami che si era accumulata nella zona. Ad Agios Georgios e a Psili Ammos i mezzi di raccolta del Comune sembrano limitarsi a una raccolta selettiva, senza coprire l’insieme dei rifiuti che si trovano vicino ai punti in cui fanno il bagno i frequentatori. Secondo le informazioni dello stesso articolo, i camion del Comune adatti alla raccolta di macerie e rami restano fermi a causa di guasti.
L’amministrazione comunale dà una lettura diversa della stessa questione. Il sindaco di Salamina Giorgos Panagopoulos, parlando in una trasmissione televisiva martedì 18 agosto, ha sostenuto che «nessun incendio è partito dai rifiuti» e ha richiamato la sproporzione tra residenti stabili e residenti estivi: i circa 37.000 residenti permanenti, come ha riferito, diventano 300.000 nei mesi estivi, mentre il finanziamento statale e il personale dei servizi di igiene urbana corrispondono alla popolazione registrata. Questo argomento riflette una reale asimmetria strutturale dei comuni di villeggiatura dell’Attica, ma non risponde alla domanda sul perché le attrezzature per i rifiuti ingombranti restino fuori uso proprio nel momento in cui le esigenze raggiungono il picco.
Il confronto ha anche una dimensione politica locale. Il gruppo di Cittadini Attivi «L’ulivo di Orsa», in un testo pubblicato mercoledì 19 agosto da un mezzo di informazione locale dell’isola, sostiene che la questione della pulizia resta irrisolta dopo sette anni di amministrazione comunale e pone apertamente un problema di responsabilità politica, arrivando a evocare l’ipotesi di dimissioni. Si tratta di una presa di posizione di cittadini e non di un reportage, ma registra il clima che si è creato dopo l’incendio di Peristeria. Le due letture non coincidono: da un lato si denuncia un’inerzia gestionale, dall’altro si invoca un’oggettiva impossibilità di coprire un’isola con una costa estesa e decine di insediamenti.
La posta in gioco pratica delle prossime settimane è la dimensione antincendio del problema. I cumuli di rami secchi e di residui vegetali in zone costiere e semiurbane funzionano come materiale infiammabile, tanto più mentre l’Attica entra in una nuova ondata di caldo con la temperatura attesa toccare i 38 gradi nel fine settimana. Parallelamente sono in corso le procedure di rilevazione dei danni causati dall’incendio, mentre l’indagine sulla causa del rogo resta aperta. Non è stato annunciato un calendario per la riparazione dei mezzi del Comune né per un rinforzo straordinario con attrezzature di altri enti, elementi che determineranno se i cumuli saranno rimossi prima della fine del periodo antincendio.
Πηγές
Πρωτογενείς πηγές
- Σαλαμίνα: Σοκάρουν οι εικόνες με βουνά σκουπιδιών, κλαδιών και μπάζων — ΤΟ ΒΗΜΑ · δημοσιεύθηκε 2026-08-19 · ανακτήθηκε 2026-08-20
Μέσα ενημέρωσης
- Δήμαρχος Σαλαμίνας: «Καμία φωτιά δεν ξεκίνησε από τα σκουπίδια. Οι 37.000 κάτοικοι γίνονται 300.000 το καλοκαίρι» — OPEN TV · δημοσιεύθηκε 2026-08-18 · ανακτήθηκε 2026-08-20
- Καθαριότητα στη Σαλαμίνα: επτά χρόνια μετά, τι έχει αλλάξει; — Η Φωνή της Σαλαμίνας · δημοσιεύθηκε 2026-08-19 · ανακτήθηκε 2026-08-20