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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Nota diplomatica da Atene ad Ankara sui parchi marini

La Grecia ha presentato una nota di protesta alla Turchia per i «nazionali» parchi marini, mentre Ankara li ritiene nella sua giurisdizione.

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La Grecia ha presentato giovedì 3 settembre 2026 un’ufficiale nota di protesta alla Turchia, attraverso l’ambasciata ad Ankara, protestando per la proclamazione di due «nazionali» parchi marini turchi in aree che Atene ritiene rientrino nella piattaforma continentale greca. La nota riguarda anche il più ampio piano di assetto territoriale turco per lo spazio marino, che la parte greca monitora da tempo. Secondo tre pubblicazioni indipendenti dello stesso giorno, le fonti diplomatiche greche hanno presentato questa mossa anche come risposta a recenti dichiarazioni turche riguardanti la demilitarizzazione delle isole dell’Egeo orientale, così come il dogma della «Patria Azzurra», invocato sistematicamente da Ankara negli ultimi anni. La parte greca sottolinea che questi sviluppi avvengono in un periodo di aumentata mobilità diplomatica nella regione.

Il ministero degli Esteri greco ha comunicato, attraverso fonti, di considerare le rivendicazioni turche arbitrarie e prive di base legale, sostenendo che la sovranità e i diritti sovrani nell’Egeo sono determinati esclusivamente dai trattati internazionali. Il viceministro degli Esteri Tassos Chatzivasileios ha preso posizione pubblicamente sulla questione, dichiarando che «non accettiamo giochi a danno degli interessi nazionali». Ha aggiunto che Atene monitora attentamente gli sviluppi nel paese vicino, inviando il messaggio che la parte greca non intende lasciare senza risposta le mosse turche riguardanti lo spazio marino dell’Egeo.

La parte turca, secondo quanto registrato dalle tre pubblicazioni, sostiene che le specifiche aree marine ricadono sotto la sua giurisdizione e include questo piano nel quadro del dogma della «Patria Azzurra». Ankara non riconosce, secondo questa posizione, quanto sostenuto da Atene sulla piattaforma continentale greca nelle specifiche aree. Le reazioni greche di giovedì sono arrivate anche come risposta alle dichiarazioni turche sulla demilitarizzazione delle isole dell’Egeo orientale, questione su cui Atene profondamente in disaccordo con Ankara, invocando trattati internazionali che la parte greca ritiene vincolanti per lo status delle isole. Le due parti, come emerge dalle pubblicazioni di giovedì, continuano a mantenere interpretazioni opposte sia del regime dello spazio marino che degli obblighi derivanti dai trattati internazionali.

Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato che la Grecia è un paese pacifico che non minaccia nessuno e non accetterà consigli da nessuno su come rafforzare la sua difesa, collegando il rispetto del diritto internazionale al percorso europeo della Turchia. Queste dichiarazioni sono avvenute lo stesso giorno in cui il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si è incontrato con Mitsotakis presso il Palazzo Massimo, dove, secondo le pubblicazioni, sono stati discussi gli sviluppi greco-turchi insieme a questioni europee. Il tempismo dell’incontro con Antonio Costa ha rafforzato, secondo le stesse pubblicazioni, il collegamento tentato dal governo greco tra il percorso europeo della Turchia e il rispetto del diritto internazionale nell’Egeo. Il governo ha compiuto negli ultimi mesi anche altre mosse per rafforzare la posizione difensiva e diplomatica del paese, come l’accordo «Scudo di Achille» con Israele.

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