Nuova legislazione sulla pesca, 56 anni dopo
Il nuovo quadro normativo del ministero dello Sviluppo rurale sostituisce il Codice della pesca del 1970, con controllo digitale, tracciabilità e semplificazione delle licenze per i pescatori professionisti.
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Il ministero dello Sviluppo rurale e dell’Alimentazione ha approvato un nuovo quadro istituzionale per la pesca greca, la prima riforma di ampio respiro dal Codice della pesca del 1970, cioè 56 anni dopo. I cambiamenti riguardano l’organizzazione, il monitoraggio e il controllo dell’attività di pesca: sistemi di controllo digitali, monitoraggio unificato, tracciabilità dei prodotti, meno procedure per i professionisti, un nuovo sistema sanzionatorio e cambiamenti nella rappresentanza dei pescatori. Il segretario generale per lo Sviluppo rurale e l’Alimentazione, Spyros Protopsaltis, ha dichiarato all’Agenzia di stampa ateniese-macedone che «dopo 56 anni realizziamo un intervento complessivo incentrato sul pescatore professionista, sulla trasparenza e sull’efficacia dei controlli».
Lo strumento centrale è il Sistema integrato di monitoraggio della pesca (OSPA), esteso per riunire in un unico ambiente digitale il Registro nazionale della pesca, le licenze di pesca, la commercializzazione e la tracciabilità dei prodotti, la registrazione delle imbarcazioni, il Registro delle infrazioni di pesca, il Registro degli ispettori della pesca e i dati sull’acquacoltura, con possibilità di interconnessione con la Commissione europea, gli altri Stati membri e le organizzazioni regionali. Allo stesso tempo vengono abolite 17 procedure di licenza distinte, mentre le 19 procedure digitali esistenti vengono fuse in 2 procedure uniche. Le autorità di controllo ottengono la possibilità di intervento diretto, come la sospensione dell’attività, il dirottamento di un’imbarcazione verso un porto per il controllo, la sospensione della licenza e il sequestro di attrezzi illegali.
Le disposizioni riguardano un settore con forte presenza nelle zone costiere e insulari: in Grecia risultano registrate 11.457 imbarcazioni da pesca, di cui il 94% con lunghezza inferiore ai 12 metri, mentre nel settore sono impiegati oltre 15.000 lavoratori, secondo i dati resi noti dal ministero. Le infrazioni sono ora classificate in minori, comuni e gravi, al posto del regime precedente in cui anche una piccola infrazione amministrativa poteva comportare la revoca del diritto di pesca per almeno dieci giorni. È vietato l’uso della «vintzotrata» (rete a strascico trainata da terra), che viene rimossa dalle licenze professionali e dagli attrezzi attivi del Registro nazionale della pesca; le imbarcazioni che ne disponevano proseguono l’attività con gli altri attrezzi della loro licenza. La rappresentanza viene riorganizzata in associazioni per tipo di attrezzo a livello comunale, Federazioni a livello regionale e Confederazioni a livello nazionale.
La stessa legge include interventi digitali anche in altri settori della produzione agricola: una carta digitale dell’agricoltore che collega il Registro degli agricoltori con myAGRO/OSDE, la piattaforma e-honey per la tracciabilità del miele e cambiamenti nella composizione del Consiglio nazionale dell’acquacoltura. Il signor Protopsaltis ha osservato che il prossimo passo è l’applicazione pratica di questi cambiamenti, poiché gli strumenti digitali sono un mezzo per servizi più semplici, informazioni migliori e controlli più efficaci. L’annuncio non specifica date esatte di entrata in vigore per le singole disposizioni; la transizione verso il sistema aggiornato resta la prossima fase per la pesca greca.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΕλληνική αλιεία: Στην ψηφιακή εποχή το πλαίσιο ελέγχου και λειτουργίας του κλάδου — ertnews.gr · δημοσιεύθηκε 2026-09-26 · ανακτήθηκε 2026-09-26