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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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I debiti scaduti dello Stato raggiungono i 3,55 miliardi di euro

I debiti scaduti degli enti della Pubblica Amministrazione centrale verso privati sono scesi a 2,762 miliardi di euro a giugno. Includendo i rimborsi fiscali in sospeso, l'importo totale sale a 3,55 miliardi di euro.

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Gli obblighi scaduti dello Stato greco verso i privati risultano in calo a giugno, secondo i dati pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato. I debiti degli enti della Pubblica Amministrazione centrale sono scesi a 2,762 miliardi di euro, da 3 miliardi di euro a maggio. Si tratta di importi relativi a fatture di fornitori, servizi e prestazioni già resi allo Stato ma non saldati entro i termini previsti, gravando sulla liquidità di imprese e professionisti.

Il quadro cambia se al totale si aggiungono i rimborsi fiscali in sospeso, saliti a 788 milioni di euro da 718 milioni di euro il mese precedente. Così, l’importo complessivo dovuto dallo Stato si attesta a 3,55 miliardi di euro. La direzione opposta dei due valori è significativa: la riduzione delle fatture non pagate si accompagna a un accumulo di richieste di rimborso fiscale, che riguardano soprattutto imprese che hanno già versato somme e attendono il rimborso.

Nell’analisi per ente, gli ospedali presentano le maggiori esposizioni, con 1,3 miliardi di euro, in calo rispetto a 1,51 miliardi di euro a maggio. Gli enti previdenziali devono 715 milioni di euro, di cui 248 milioni corrispondono all’EOPYY, l’ente sanitario nazionale. Gli enti locali registrano debiti per 333 milioni di euro e le persone giuridiche di diritto pubblico per 248 milioni di euro. Contestualmente, le domande di pensione principale in sospeso restano vicine a diciannovemila.

La questione dei debiti scaduti viene monitorata sistematicamente da anni, poiché costituisce un indicatore della disciplina di bilancio ma anche dell’adeguatezza operativa degli enti. La maggiore concentrazione di debiti nel settore sanitario riflette la pressione costante sulle forniture di farmaci e materiali, mentre i ritardi nelle pensioni sono legati al processo di verifica incrociata della storia contributiva. Le oscillazioni mensili sono comuni e dipendono dal ritmo di erogazione dei fondi agli enti.

Le conseguenze sono dirette per chi ha rapporti con lo Stato. Fornitori degli ospedali, appaltatori dei comuni e prestatori di servizi finanziano di fatto lo Stato con capitali propri o con prestiti bancari, un costo che si riversa sui prezzi. Per i cittadini, i ritardi nei rimborsi fiscali e nell’erogazione delle pensioni si traducono in mesi di attesa senza reddito o liquidità, con ripercussioni sulla programmazione familiare e sul quadro complessivo dell’economia.

Le associazioni imprenditoriali chiedono costantemente pagamenti più rapidi e l’automazione delle procedure di pagamento, per ridurre i tempi tra l’emissione della fattura e il saldo. Da parte dell’amministrazione, il calo di circa 168 milioni di euro rispetto a maggio viene presentato come un segnale di miglioramento. Non è stato annunciato alcun obiettivo per il livello dei debiti a fine anno, né un calendario dettagliato per la riduzione dell’arretrato delle domande di pensione in sospeso.

Nel prossimo periodo si capirà se il trend discendente si manterrà, poiché i mesi con spese più elevate e pagamenti stagionali possono ribaltare il quadro. I dati vengono pubblicati mensilmente e permettono un confronto per ente, mentre l’andamento dei rimborsi fiscali mostrerà se l’aumento di giugno sia stato temporaneo. Le prossime rilevazioni dovrebbero riflettere anche l’effetto dell’estate sulla liquidità degli enti della Pubblica Amministrazione centrale.

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