Autorità antiriciclaggio: indagine su frode da 40 mln di euro
L'Autorità greca antiriciclaggio ha annunciato i risultati di un'indagine su presunti rimborsi fiscali fittizi, secondo un articolo di Reporter.gr.
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L’Autorità greca antiriciclaggio ha annunciato martedì 9 settembre 2026 i risultati della sua indagine su presunti rimborsi fiscali fittizi. Secondo l’annuncio, 46 persone, tra cui contabili e consulenti fiscali, si dice che abbiano utilizzato 152 società fantasma durante il periodo 2023-2024. L’importo totale certificato per il rimborso ammonta a 40 milioni di euro, di cui 16 milioni di euro erano già stati erogati prima dell’intervento dell’Autorità. Il caso è considerato uno dei più significativi rivelati quest’anno nel campo dei controlli fiscali. Il caso è stato identificato in seguito a controlli incrociati dei registri effettuati dall’Autorità nel corso dei suoi audit di routine sui rimborsi fiscali, un metodo che si è rivelato utile in precedenti casi di fatturazione fraudolenta.
Secondo i risultati dell’indagine, i metodi presumibilmente utilizzati includevano transazioni inesistenti e fatture false, con dichiarazioni false nell’imposta sul reddito, nell’IVA e nella ritenuta alla fonte del 20%. Il caso è sottoposto a indagine secondo quattro categorie: associazione criminale, frode ai danni dello Stato, evasione fiscale e riciclaggio di proventi da attività criminale. L’Autorità ha già proceduto a sequestrare i beni dei soggetti coinvolti, mentre il fascicolo è stato rinviato al procuratore competente per i successivi provvedimenti, una questione che rientra nel più ampio campo della criminalità economica. Il coinvolgimento di contabili e consulenti fiscali, secondo i risultati, suggerisce un sistema organizzato che sfruttava conoscenze specializzate delle procedure fiscali. L’utilizzo di 152 società fantasma distinte, secondo i risultati, era inteso a frammentare le transazioni al fine di evitarne il rilevamento da parte dei consueti meccanismi di controllo.
Il caso fa luce sulla questione dei rimborsi fiscali fraudolenti, un fenomeno che secondo le autorità danneggia le entrate pubbliche e indirettamente grava su tutti i contribuenti. La differenza tra l’importo certificato, 40 milioni di euro, e l’importo effettivamente erogato prima dell’intervento, 16 milioni di euro, mostra l’entità del danno che i meccanismi di controllo hanno gestito di prevenire tempestivamente. Il caso rientra nel più ampio quadro dei controlli sulle violazioni fiscali che, secondo i rapporti, si sono intensificati di recente, al fine di limitare l’uso di società fantasma per l’estrazione di fondi pubblici. Il caso dovrebbe essere aggiunto all’elenco dei grandi casi di criminalità economica che hanno impegnato le autorità di controllo negli ultimi anni in Grecia.
Il caso è ancora in fase di indagine e, secondo quanto rivelato, non sono stati annunciati arresti o procedimenti penali contro persone specifiche. I soggetti coinvolti si dice che abbiano partecipato al sistema di rimborso fraudolento, sebbene nessuna sentenza giudiziaria sia stata emessa finora sulla questione, e il caso rimane a livello di indagine amministrativa e pregiudiziale. Il procuratore competente dovrebbe esaminare il fascicolo rinviato dall’Autorità antiriciclaggio, mentre i sequestri di beni rimangono in vigore in attesa di ulteriori procedimenti giudiziari. Fino al completamento del processo investigativo, nessuna informazione sui nomi o l’identità dei soggetti coinvolti è stata divulgata dalle autorità.
Πηγές
- Μέσα ενημέρωσηςΑπάτη 40 εκατ. εις βάρος του Δημοσίου: έρευνα για 152 εταιρείες-φαντάσματα — Reporter.gr · δημοσιεύθηκε 2026-09-09 · ανακτήθηκε 2026-09-10
- Μέσα ενημέρωσηςΑπάτη 40 εκατ. ευρώ με παράνομες επιστροφές φόρου — Έθνος · δημοσιεύθηκε 2026-09-09 · ανακτήθηκε 2026-09-10