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Santorini: nave da crociera perde parte dell'ancora

Durante il recupero dell'ancora nell'ancoraggio di Thira, una nave da crociera battente bandiera maltese ne ha perso le «marre». La Capitaneria ha vietato la partenza fino alla presentazione di un certificato di navigabilità.

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Un episodio che ha coinvolto una nave da crociera battente bandiera maltese nell’ancoraggio di Thira è stato reso noto venerdì 21 agosto 2026, alle 16:16, sulla base di un’informativa del Corpo della Guardia costiera. Secondo l’articolo, nelle ore serali e poco prima della partenza programmata della nave, durante la procedura di recupero dell’ancora dal fondale si è verificata la perdita di una sua parte, in particolare delle «marre», ovvero della parte che fa presa sul fondo e mantiene la nave in posizione. Non è stato riferito alcun ferimento di passeggeri o di membri dell’equipaggio durante la procedura, mentre nello specchio di mare non è stato osservato inquinamento. Il resto dell’ancora è stato recuperato e la nave è rimasta all’ancoraggio fino al completamento dei controlli delle autorità competenti. L’ancora e il suo meccanismo costituiscono una dotazione di sicurezza fondamentale per qualsiasi nave, ed è per questo che un guasto del genere attiva immediatamente una procedura di controllo prima di ogni nuova partenza.

La Capitaneria di porto di Thira ha inizialmente vietato la partenza della nave da crociera. Ha chiesto all’organismo riconosciuto che sorveglia la nave un certificato di navigabilità, ovvero un’attestazione scritta del fatto che la nave può proseguire in sicurezza il proprio viaggio nonostante il danno subito dalla dotazione di ancoraggio. Dopo la presentazione del documento, l’autorità portuale ha consentito alla nave di proseguire regolarmente la propria rotta. Si tratta della procedura seguita quando viene registrato un guasto a una dotazione collegata alla sicurezza della nave: la partenza è consentita solo dopo che la questione è stata coperta dall’organismo competente, che certifica che l’imbarcazione soddisfa i requisiti per navigare.

L’articolo lascia aperti diversi punti e questi non vengono qui completati. La nave da crociera non viene nominata e non viene indicata la data esatta dell’episodio: si riferisce soltanto che è avvenuto nelle ore serali, senza precisare il giorno. Non viene precisato neppure il numero dei passeggeri che si trovavano a bordo, né la successiva destinazione della rotta. Inoltre, non viene indicata la causa della perdita, ovvero se sia attribuita all’usura della dotazione, alla morfologia del fondale o a un altro fattore. Infine, non viene chiarito dove e quando sia previsto che il danno all’ancora venga riparato, né se la parte perduta sia stata individuata sul fondale.

Per Thira, dove il movimento delle crociere raggiunge il picco ad agosto e le navi restano ancorate al largo, gli episodi che riguardano imbarcazioni all’ancoraggio si concludono di norma con controlli della Capitaneria di porto. Nei giorni precedenti le autorità avevano reso note violazioni su 12 imbarcazioni turistiche su 26 nell’ambito di controlli in mare nella zona, mentre una mobilitazione analoga di forze della Guardia costiera si era registrata anche in un episodio con un’imbarcazione turistica a Paros. Per quanto riguarda questa specifica nave da crociera, la vicenda sembra essersi conclusa con il rilascio dell’attestazione e con la partenza, senza che sia stato reso noto alcun ulteriore sviluppo, sanzione o limitazione. Le autorità portuali non hanno reso noto se l’episodio abbia influito sul programma dei passeggeri o sull’orario di partenza della nave da Thira.

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