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Naxos: no unanime alle fonti rinnovabili e ricorso al Consiglio di Stato

Il Consiglio Comunale di Naxos e Piccole Cicladi ha deciso lunedi 24 agosto 2026 di impugnare in sede giudiziaria il nuovo decreto interministeriale sul piano territoriale delle fonti rinnovabili. Il termine per il ricorso scade il 14 novembre, mentre si valuta un coordinamento con il Comune di Andros e l'Unione dei Comuni dell'Egeo Meridionale.

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Il Consiglio Comunale di Naxos e Piccole Cicladi ha adottato lunedi 24 agosto 2026 la decisione unanime di impugnare in sede giudiziaria il nuovo Decreto Interministeriale sul quadro territoriale delle Fonti di Energia Rinnovabile. L’assemblea ha dato mandato al sindaco Dimitris Lianos di procedere alle azioni necessarie dinanzi al Consiglio di Stato. Il decreto e stato pubblicato il 19 agosto 2026 e il termine per la presentazione del ricorso di annullamento scade il 14 novembre, elemento che restringe fortemente i tempi della preparazione legale.

Il ricorso si muovera su tre assi: che non vengano installate fonti rinnovabili di questo tipo a Naxos, che non vengano localizzati impianti eolici costieri e che vengano ritirate le autorizzazioni gia in vigore. Il consulente legale del comune Vasilis Karabinis ha riferito nella seduta che un caso analogo del 2020 e stato discusso circa tre anni fa, senza che finora sia stata emessa una decisione. Questa osservazione riguarda direttamente il tempo che puo essere necessario fino alla sentenza definitiva, indipendentemente dall’esito, e spiega perche nella discussione la via giudiziaria sia stata collegata a mobilitazioni parallele e non all’attesa.

Per le isole, il punto cruciale e la soglia di superficie che stabilisce quali siano considerate idonee per grandi impianti. Il capogruppo della principale minoranza Leonardos Chatzianndreou ha chiesto un fronte unito dei comuni insulari e una soglia di idoneita per le isole superiore a 500 chilometri quadrati, invece dei 300 previsti dal decreto, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 16 luglio. Il consigliere comunale Manolis Vavoulas ha proposto lo svolgimento di un referendum locale, proposta a cui il presidente del Consiglio Comunale Stelios Mavrogiannopoulos ha risposto che la questione rientra nella competenza dell’amministrazione centrale e non puo essere decisa con una votazione locale. Il tema occupa Naxos da mesi, come registrato anche nel no unanime alle nuove pale eoliche votato all’inizio di quest’anno.

Naxos non si muove da sola. Il Comune di Andros ha gia affidato la gestione della questione a uno studio legale, mentre si valuta un coordinamento dei comuni insulari anche attraverso l’Unione dei Comuni dell’Egeo Meridionale, in modo che i ricorsi non vengano presentati in modo frammentario. Andros e Naxos si erano gia trovate insieme nella mappa degli impianti eolici del nuovo piano territoriale, mentre in precedenza si era discusso di un impegno per Andros con Naxos come unica isola inclusa nella pianificazione. Il Consiglio Comunale ha inoltre deciso una giornata informativa tra fine settembre e inizio ottobre, per portare i dati a conoscenza dei residenti prima di eventuali mobilitazioni. Il comitato intergruppo si riunira di nuovo la settimana successiva e da li scaturira il contenuto definitivo del ricorso. Al momento della redazione del testo non era stata annunciata alcuna risposta pubblica dei ministeri competenti alle decisioni dei comuni insulari.

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