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Nea Chora: da domenica riapre la spiaggia centrale

Nove giorni dopo la rottura della condotta fognaria principale, da domenica viene revocato il divieto di balneazione nella spiaggia centrale di Nea Chora, con l'eccezione di una fascia di 200 metri alla foce del Kladisos.

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Nove giorni dopo la rottura della condotta fognaria principale a Nea Chora di Chania, il divieto di balneazione nella spiaggia centrale viene revocato a partire da domenica, sulla base dei risultati di nuove misurazioni delle acque marine. Secondo un articolo del quotidiano Nea Kriti, resta tuttavia in vigore il divieto in una fascia di duecento metri attorno alla foce del Kladisos, dove acque contaminate stagnanti continuano a provocare cattivi odori. I campionamenti vengono effettuati ogni giorno dalla Direzione di Sanità pubblica dell’Unità regionale di Chania e dall’Azienda comunale per l’acqua e le fognature di Chania, in modo da monitorare l’andamento della carica microbica. Il Comune di Chania riferisce che la rete fognaria è tornata a funzionare pienamente e che la collaborazione con l’Unità regionale prosegue.

La presidente della ΔΕΥΑΧ Niki Apostolaki ha riferito che i lavori di disostruzione della rete proseguono, poiché nelle vie Papamalekou e Koustogerakou sono state di nuovo individuate condotte ostruite da salviettine umidificate. Questo fenomeno è tra le cause più frequenti di guasti nelle reti fognarie, perché quei materiali non si sciolgono nell’acqua e si accumulano nelle curve e nelle giunzioni, creando un’ostruzione completa. Nel caso di Nea Chora, l’aumento di pressione provocato dall’ostruzione è uno dei fattori esaminati in relazione alla rottura della condotta. Le misurazioni quotidiane coprono punti diversi della costa, poiché la qualità delle acque cambia a seconda delle correnti e del vento.

Nella zona, che concentra un gran numero di locali di ristorazione, gli operatori parlano di un colpo all’immagine di Nea Chora e non di una questione di salute pubblica, richiamandosi alle correnti che hanno ripulito il mare. L’Associazione per il decoro di Nea Chora chiede l’applicazione di rigorosi protocolli sanitari, con lavaggio delle strade, controlli sulla rete dell’acqua potabile, pulizia della spiaggia con vagliatura meccanica e analisi microbiologiche della sabbia. Da parte loro, ANTARSYA Chania e Laiki Syspeirosi mettono in dubbio che il calo della carica microbica significhi una bonifica completa e chiedono la pubblicazione dei risultati analitici per ogni giorno e per ogni punto di campionamento.

Il prossimo parametro critico è l’andamento delle misurazioni alla foce del Kladisos, dove il divieto rimane. Il fiume funziona da recettore delle acque di deflusso di un bacino più ampio e d’estate ha una portata limitata, il che rallenta la depurazione naturale. Non è stato annunciato un calendario per la revoca del divieto in quel tratto né se saranno eseguiti i lavori aggiuntivi richiesti dall’Associazione per il decoro. La vicenda era iniziata con i cattivi odori da liquami nel Kladisos e aveva portato in precedenza a una revoca parziale del divieto di balneazione. Le autorità non hanno comunicato conclusioni sulle cause del guasto iniziale.

Aggiornamento 20:30: la Vice-regione di Chania ha emesso mercoledì 19 agosto la revoca dell’efficacia della decisione di inidoneità della costa balneabile, consentendo ormai la balneazione lungo tutta la costa di Nea Chora e su entrambi i lati del fiume Kladisos, ossia anche nel tratto che era rimasto escluso. Nel comunicato si riferisce che, dopo il controllo sanitario in loco del 17-08-2026 da parte della Direzione di Sanità pubblica e Assistenza sociale e dopo i risultati delle analisi di laboratorio, è stata emessa la revoca dell’efficacia della decisione di inidoneità n. 288718/11-08-2026, come era stata modificata dalla decisione n. 293098/16-08-2026, poiché è stato accertato il ripristino della qualità delle acque di balneazione. Questo sviluppo va oltre la revoca graduale che era stata annunciata in precedenza e cancella la fascia di divieto alla foce. Resta aperto il capitolo posto dal gruppo consiliare «Antarsia», che chiede una pulizia completa della sabbia e la pubblicazione delle analisi.

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