Attica occidentale: stop ai nuovi eolici dal piano territoriale
Il nuovo Quadro Territoriale Speciale per le rinnovabili prevede l'esclusione orizzontale di nuovi impianti eolici in tutto il bacino attico e un tetto dell'1,5% per il fotovoltaico in ogni unità regionale, come presentato mercoledì 19 agosto.
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Il nuovo Quadro Territoriale Speciale per le Fonti Energetiche Rinnovabili, il cui contenuto è stato presentato mercoledì 19 agosto 2026, riforma il regime in vigore dal 2008 e mette un freno definitivo all’installazione di nuove pale eoliche in tutto il bacino attico. Il piano prevede l’esclusione orizzontale di nuovi impianti eolici, una disposizione che incide direttamente anche sulle zone fuori piano regolatore ad Aspropyrgos, Elefsina, Mandra-Eidyllia, Megara e Fyli, cioè le aree dell’Attica occidentale dove finora si concentravano le maggiori pressioni degli investitori. Come precisa il ministero competente, queste norme acquisteranno efficacia vincolante solo quando si concluderà la procedura di approvazione e sarà pubblicata la relativa Gazzetta Ufficiale, mentre restano tutelati i progetti già in funzione o che si trovavano in fase autorizzativa avanzata prima del 20 maggio 2026.
Per il fotovoltaico l’approccio è diverso. Non è prevista una proibizione generale, ma un quadro di localizzazione molto più severo: la copertura complessiva da parte di nuovi impianti fotovoltaici non potrà superare l’1,5% della superficie di ciascuna unità regionale, mentre sono espressamente escluse le installazioni in aree protette Natura, nei boschi e nei siti archeologici. Questo parametro è cruciale per la piana di Elefsina, dove la terra agricola convive con estesi siti archeologici. Al contrario, i sistemi di autoproduzione sui tetti di abitazioni ed edifici industriali sono del tutto esclusi dalle restrizioni, il che tiene aperta la strada all’autonomia energetica degli impianti della zona senza nuovo consumo di suolo.
Particolare importanza per un’area con industria pesante ed estese installazioni logistiche ha l’inserimento delle unità di accumulo di energia, cioè dei sistemi di batterie, nella pianificazione territoriale. La loro installazione dipenderà d’ora in poi dalle destinazioni d’uso del suolo consentite e dalle distanze di sicurezza, mentre le piccole unità sotto il megawatt sono escluse dal Quadro Territoriale Speciale, pur mantenendo i loro obblighi urbanistici e ambientali di base. La questione riguarda direttamente la piana Thriasia, dove la concentrazione di attività manifatturiere e di stoccaggio crea domanda di accumulo locale di energia, ma anche interrogativi di sicurezza per le zone abitate confinanti.
Parallelamente, a seguito degli incendi che hanno colpito la Beozia e si sono estesi all’Attica occidentale, i vertici del ministero dell’Ambiente e dell’Energia preannunciano per settembre modifiche al quadro normativo delle reti elettriche private, con l’obiettivo di intensificare la vigilanza e di attribuire con chiarezza le responsabilità ai gestori per la manutenzione dei loro impianti. Poiché l’interramento completo della rete del DEDDIE è giudicato economicamente irrealizzabile, gli interventi dovrebbero essere gerarchizzati in modo mirato, con priorità ai punti ad alto rischio e a sensibilità ambientale. Per i comuni dell’Attica occidentale, che sono già stati chiamati a gestire ripetuti fronti di fuoco quest’estate, la domanda cruciale resta quando esattamente sarà pubblicata la Gazzetta Ufficiale e come saranno applicate in pratica le nuove regole.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΔυτική Αττική: «Μπλόκο» στα νέα αιολικά πάρκα φέρνει το νέο Ειδικό Χωροταξικό για τις ΑΠΕ – Πλαφόν 1,5% στα φωτοβολταϊκά — thriassio.gr · δημοσιεύθηκε 2026-08-19 · ανακτήθηκε 2026-08-20