Egina: sistema di rilevamento incendi al tempio di Afea
Il sito archeologico di Afea è uno dei primi otto del Paese dotati di telecamere termiche e ottiche a 360 gradi e di allerta automatica dei Centri di Controllo.
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Il sito archeologico del Tempio di Afea a Egina rientra tra i primi otto del Paese in cui è già operativo il nuovo sistema di individuazione precoce degli incendi, come è stato annunciato giovedì 20 agosto 2026. Secondo aegina365.gr, insieme ad Afea sono stati inseriti nella prima fase Mistrà, Epidauro, Micene, Dion, Platamonas, Peristerià di Messenia e l’Antica Olimpia. Il sistema si basa su telecamere termiche e ottiche con possibilità di rotazione a 360 gradi, che scandagliano di continuo l’area circostante. L’allerta è automatizzata, mentre le immagini e i dati vengono trasmessi in tempo reale ai Centri di Controllo. Agli operatori arrivano la posizione del possibile focolaio, l’orario di attivazione dell’allarme e lo stato delle apparecchiature.
La prima prova reale del sistema è avvenuta il 31 luglio 2026, durante l’incendio a Fichtia in Argolide, quando le apparecchiature di Micene hanno individuato il focolaio e hanno avvisato automaticamente il Centro di Controllo e Coordinamento. Lo sviluppo della rete prosegue per fasi: entro il 31 agosto 2026 è previsto che entrino in funzione altri sei sistemi, all’Acropoli, al Palazzo di Nestore, ad Antica Messene, a Osios Loukàs, a Nicopoli di Preveza e a Festo. A settembre se ne aggiungono altri otto, a Cnosso, a Delfi, a Tatoi, al Monte Athos, a Souriza di Laurio, a Dodona, a Samotracia e a Taso. La rete finale coprirà 22 località.
Oltre alle telecamere, la dotazione della rete comprende stazioni meteorologiche, Centri di Controllo regionali e di coordinamento, nonché cannoni antincendio portatili. Questa combinazione punta a comprimere il tempo che intercorre tra l’insorgere di un focolaio e il primo intervento, che è poi il fattore più critico negli incendi boschivi. Per l’Attica la rete ha un interesse diretto: oltre ad Afea, vi rientrano l’Acropoli, Tatoi e Souriza di Laurio, cioè tre siti con caratteristiche molto diverse, dal centro di Atene fino alle aree boschive del Parnitha e della Laureotica. La necessità di un’individuazione tempestiva si è vista ripetutamente quest’anno, con le comunità del Golfo Saronico che ne contano le conseguenze, come a Salamina con macerie e rami accatastati dopo gli incendi.
Il Tempio di Afea sorge su una collina coperta di pini nella parte nord-orientale di Egina ed è uno degli esempi più importanti di architettura templare arcaica, oltre a costituire una meta fondamentale per i visitatori dell’isola. La sua posizione, all’interno di un’area boschiva e in una zona esposta a venti forti, rende il rischio di incendio concreto, soprattutto nei periodi di temperature elevate come quelle registrate di recente in Attica con temperature di 38 gradi. Non sono stati annunciati né il bilancio complessivo della rete né l’ente responsabile del funzionamento e della manutenzione delle apparecchiature in ciascun sito. Non è stato reso noto nemmeno quante telecamere siano state installate specificamente ad Afea, né se sia prevista un’ulteriore estensione della rete oltre le 22 località.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΣύστημα πυρανίχνευσης στην Αφαία: Η Αίγινα στο νέο δίκτυο προστασίας των αρχαιολογικών χώρων — aegina365.gr · δημοσιεύθηκε 2026-08-20 · ανακτήθηκε 2026-08-21