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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Lesvos: l'esercito assume la gestione dell'afta

Il ministero della Difesa Nazionale ha assunto il coordinamento operativo della risposta all'afta epizootica a Lesvos, secondo NewsIt.

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Il Ministero della Difesa Nazionale ha assunto, secondo un servizio di News It di mercoledì 2 settembre 2026, il controllo operativo della risposta alla febbre aftosa a Lesbo. Il cambiamento significa che il coordinamento delle misure passa ora all’esercito, mentre la Regione mantiene un ruolo consultivo nella gestione. I servizi veterinari dell’isola, che fino ad ora operavano sotto la supervisione civile, passano sotto il controllo operativo militare, con l’obiettivo, secondo il servizio, di una più rapida applicazione delle misure di contenimento della malattia. Questo passaggio riguarda il modo in cui vengono prese e applicate le decisioni sul campo, poiché News It descrive l’esercito come l’organismo che ora coordina operativamente le misure, con la Regione che mantiene un ruolo consultivo e di supporto.

Il governo ha approvato un finanziamento di emergenza di 3 milioni di euro per affrontare l’epidemia, come riporta News It, senza chiarire come l’importo verrà distribuito. Nel frattempo, più di 80.000 pecore e capre sono già state abbattute come parte delle misure di eradicazione della malattia, un numero che mostra l’entità della perdita di bestiame sull’isola dall’inizio della crisi. News It non chiarisce quando esattamente è iniziata la registrazione di questi abbattimenti né quanti animali rimangono a rischio. News It inoltre non specifica se i 3 milioni di euro sono destinati ai compensi agli allevatori, a misure di biosicurezza o a entrambi, un elemento che rimane irrisolto secondo il servizio.

L’affidamento del coordinamento operativo all’esercito suggerisce, secondo il servizio, che le strutture esistenti non erano più adeguate per gestire da sole la portata della crisi, in particolare per quanto riguarda la movimentazione del personale, dei materiali e dei mezzi di biosicurezza. Per gli allevatori di Lesbo, questo cambiamento potrebbe significare un’applicazione più veloce dei controlli, ma anche un quadro più severo per i movimenti intorno alle unità colpite. Il mantenimento di un ruolo consultivo per la Regione lascia aperta la domanda su come verranno condivise le responsabilità tra le due strutture nella pratica. La decisione riflette la serietà con cui il governo affronta la diffusione della febbre aftosa nel bestiame, poiché la malattia colpisce direttamente il sostentamento delle famiglie di allevatori sull’isola.

News It non riferisce su una tempistica per quando l’esercito restituirà il coordinamento alle autorità civili, né come verranno distribuiti i 3 milioni di euro tra i compensi, le misure di biosicurezza e le spese operative. Rimane anche incerto se i 80.000 animali abbattuti rappresentano il totale del bestiame colpito o se sono previsti ulteriori abbattimenti. La questione rimane sotto controllo, poiché la cooperazione tra esercito e Regione sarà alla fine giudicata dall’efficacia delle misure sul campo. Lo sviluppo della febbre aftosa a Lesbo è collegato a questioni più ampie di sanità pubblica e economia che riguardano l’allevamento della zona, mentre questioni simili di gestione delle zoonosi hanno occupato anche 79 comuni in allerta per il virus del Nilo Occidentale.

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