Rodi: misure cautelari per i danneggiamenti al radar
Una richiesta di misure cautelari dello Stato greco contro un 39enne accusato dei danneggiamenti al radar dell'Attavyro è stata discussa mercoledì 5 agosto 2026 a Rodi. Il ricorso sottostante richiede il risarcimento di 2.644.480 euro, mentre il processo penale è fissato per il 22 settembre 2026.
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Davanti al tribunale competente di Rodi mercoledì 5 agosto 2026 è stata discussa una richiesta di misure cautelari dello Stato greco nei confronti di un 39enne di Naupaktos accusato dei danneggiamenti alle strutture sul monte Attavyro di Rodi. Con la richiesta si chiede di vietare il trasferimento di tre veicoli dell’imputato — un’automobile e due motocicli — fino all’emanazione di una sentenza definitiva o esecutiva sul ricorso, con ordine provvisorio affinché la misura abbia effetto immediato. Si chiede inoltre che siano depositati presso il Fondo di custodia e depositi i redditi che percepisce. Si tratta di misure cautelari che mirano a garantire la futura soddisfazione del credito e non una decisione nel merito.
Il ricorso sottostante, pendente presso il Tribunale collegiale di primo grado di Rodi, chiede complessivamente 2.644.480 euro: 2.544.480 euro come danno emergente e 100.000 euro come risarcimento per il danno morale. Secondo il capo di imputazione, il 3 marzo 2021 l’imputato ha violato l’apparecchiatura elettronica del radar sull’Attavyro e ha sottratto la scheda elettronica principale, di valore approssimativo di 100.000 euro. Pochi giorni dopo, nelle prime ore del 12 marzo 2021 dalle 01:45 alle 05:49, incendi successivi hanno distrutto antenne e locali di aziende di telefonia mobile nonché strutture dell’Autorità per l’aviazione civile. Le imputazioni mosse sono incendio doloso con grave danno a strutture di interesse pubblico, danneggiamento di proprietà altrui e furto di cosa di grande valore.
L’imputato nega qualsiasi coinvolgimento e vige pienamente a suo favore la presunzione di innocenza fino all’emanazione di una sentenza giudiziale irrevocabile. Secondo informazioni del giornale che pubblica il caso, il supposto movente era l’interruzione delle radiazioni emesse dal radar e dalle antenne, che l’imputato collegava all’ammalamento di un amico. Questo argomento è attribuito esplicitamente a informazioni giornalistiche e non a fonte ufficiale, non è stato confermato da autorità inquisitoria o giudiziaria e è riportato con grande cautela. Si precisa che dal 12 novembre 2025, in virtù della legge 5240/2025, al posto dello Stato greco interviene il soggetto di diritto pubblico «Autorità per l’aviazione civile».
Il caso ha particolare gravità poiché riguarda infrastrutture critiche per la sicurezza dei voli e per le telecomunicazioni di un’isola con intense operazioni aeree, in un periodo di punta per il Dodecaneso. L’azione civile di 2,64 milioni di euro procede in parallelo e indipendentemente dalla procedura penale, che dopo una rinvio è stata fissata per il 22 settembre 2026 davanti al Collegio di appello per reati gravi del Dodecaneso. Il tribunale delle misure cautelari giudicherà se sussiste il pericolo imminente di dispersione del patrimonio dell’imputato, mentre la sentenza definitiva sulla responsabilità e sull’ammontare del risarcimento sarà pronunciata dal Tribunale collegiale. Casi di distruzione di infrastrutture tramite incendio hanno ripetutamente occupato l’attenzione della magistratura, come nel caso in cui a Cefalonia fu arrestato un 44enne per incendio.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςMisure cautelari dello Stato greco contro il 39enne per i danneggiamenti al radar dell'Attavyro — Dimokratiki tis Rodou · δημοσιεύθηκε 2026-08-06 · ανακτήθηκε 2026-08-06Τι αναφέρει: Il contenuto della richiesta di misure cautelari, gli importi del ricorso, l'imputazione, la data del processo del 22 settembre 2026 e l'intervento della Autorità per l'aviazione civile al posto dello Stato.