Nilo occidentale: 12 misure dagli infettivologi
Dodici misure immediate e una rivalutazione della risposta al virus del Nilo occidentale sono chieste con un comunicato dalla Società ellenica delle malattie infettive, dopo che i casi hanno raggiunto quota 110 e i decessi nove.
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Una rivalutazione immediata della risposta al virus del Nilo occidentale, con dodici misure specifiche, è chiesta dalla Società ellenica delle malattie infettive con un comunicato diffuso domenica 16 agosto 2026. L’intervento si basa sui dati epidemiologici dell’ΕΟΔΥ: fino al 12 agosto erano stati registrati 110 casi autoctoni e nove decessi, con 45 dei 110 casi registrati nell’arco di una sola settimana. Del totale dei casi, 81 hanno presentato manifestazioni gravi a carico del sistema nervoso centrale, mentre 35 pazienti restavano ricoverati, di cui 16 in unità di terapia intensiva. Tutti coloro che sono deceduti avevano più di 65 anni.
Nel suo comunicato la Società osserva: «Il quadro odierno non consente di abbassare la guardia. Il periodo di trasmissione del virus del Nilo occidentale non si è concluso e, di conseguenza, esiste ancora un margine di tempo significativo per contenere l’ulteriore trasmissione». La posizione scientifica di fondo è che la prevenzione non può basarsi esclusivamente sulle disinfestazioni delle zanzare adulte, ma richiede una combinazione di lotta larvicida, di adulticidi mirati e di gestione ambientale dei focolai di riproduzione. La Società chiede inoltre al Ministero della Salute e all’ΕΟΔΥ di rendere pubblici su base settimanale il numero degli interventi di disinfestazione, i comuni coperti e i campioni di zanzare risultati positivi al virus.
La questione della capacità ospedaliera è posta esplicitamente. Il comunicato sottolinea che, in piena estate, molti posti letto di terapia intensiva restano chiusi per disinfezione, proprio mentre la malattia porta a gravi manifestazioni neurologiche che richiedono un ricovero prolungato. Il virus del Nilo occidentale si trasmette all’uomo attraverso la puntura di una zanzara infetta e nella grande maggioranza dei casi o non provoca sintomi o causa una lieve malattia febbrile. Tuttavia, in una piccola percentuale delle persone contagiate, e soprattutto negli anziani o nei soggetti immunodepressi, può evolvere in encefalite o meningite. Non esiste una terapia antivirale specifica né un vaccino per l’uomo, il che rende la protezione dalle punture e la riduzione della popolazione di zanzare gli unici strumenti disponibili.
Le raccomandazioni individuali restano invariate: uso di repellenti per insetti, zanzariere a porte e finestre, indumenti che coprano il corpo nelle ore di maggiore attività delle zanzare e rimozione delle acque stagnanti da cortili e balconi. Il Ministero della Salute non aveva risposto pubblicamente all’intervento della Società fino alla sera di domenica. I dati settimanali dell’ΕΟΔΥ erano stati documentati da TodayGrid nel servizio «ΕΟΔΥ: 110 casi di virus del Nilo occidentale e nove decessi», mentre una richiesta analoga di rafforzamento delle misure era stata formulata anche dall’Ordine dei Medici di Atene.
Πηγές
Πρωτογενείς πηγές
- Εταιρεία Λοιμώξεων για ιό του Δυτικού Νείλου: απαιτείται επανεκτίμηση και άμεσα νέα μέτρα — ΤΑ ΝΕΑ · δημοσιεύθηκε 2026-08-16 · ανακτήθηκε 2026-08-16
Μέσα ενημέρωσης
- Ιός Δυτικού Νείλου: στους 9 οι νεκροί, 45 κρούσματα σε μόλις μία εβδομάδα — Newsit · δημοσιεύθηκε 2026-08-12 · ανακτήθηκε 2026-08-16