Rodopi: tre anni dall'incendio di Sosti
Tre anni dopo l'incendio del 21 agosto 2023, l'Unità comunale di Sosti resta in stato di emergenza fino al febbraio del 2027 e la vegetazione ricresce in modo diseguale.
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Tre anni si compiono venerdì 21 agosto 2026 dall’incendio divampato il 21 agosto 2023 nell’Unità comunale di Sosti, nel Comune di Iasmos, nella Rodopi. La zona resta in regime di emergenza: alcuni giorni fa, con decisione del segretario generale della Protezione civile, lo stato di emergenza di Protezione civile dell’Unità comunale è stato nuovamente prorogato, con nuova data di scadenza il 19 febbraio 2027. La proroga, tre anni dopo l’evento, riflette il fatto che le conseguenze dell’incendio non sono state affrontate del tutto sul piano delle infrastrutture e del suolo. Lo stato di emergenza permette al comune e ai servizi competenti di procedere con interventi mediante procedure semplificate, mentre la data di scadenza si sposta ormai a metà dell’inverno 2026-27.
La cronologia di quel giorno è documentata. Il primo incendio è divampato ad Ano Drosini, nella zona di Ardia, e un secondo sopra Mischos. Poco prima delle 16:00 è stato inviato tramite il 112 l’ordine di evacuazione per Megalos Pistos e Mischos e, dopo le 16:30, per Linos, Sosti e Polyanthos. Nello stesso periodo l’incendio dell’Evros era al suo terzo giorno; è durato complessivamente diciassette giorni e, secondo una relazione della Commissione europea, resta il più grande incendio registrato in Europa dal 1980. La vicinanza dei due fronti comportò allora una ripartizione delle forze disponibili. Gli ordini di evacuazione arrivarono sui cellulari degli abitanti nel giro di poche decine di minuti, mentre il fronte si muoveva verso gli abitati della pianura.
Oggi il quadro del terreno è diseguale. A ovest di Sosti si registrano progressi nella rigenerazione della vegetazione, mentre a est, in direzione di Mischos, la ricrescita resta limitata. Una delle questioni principali del triennio, i fenomeni alluvionali che hanno colpito ripetutamente Polyanthos dopo la perdita della vegetazione, non si è ripetuta nell’inverno 2025-26, uno sviluppo che funziona come primo indizio di stabilizzazione. Polyanthos era stato l’abitato che aveva subito la maggiore pressione dai deflussi dei primi inverni dopo l’incendio, mentre la differenza tra le due parti della superficie bruciata mostra che il ripristino non procede in modo uniforme. Sul fronte dei risarcimenti, la decisione ministeriale congiunta per il pagamento finale agli agricoltori colpiti del 2023 è stata firmata solo nel giugno del 2026, cioè quasi tre anni dopo i danni.
Quanto ai passi successivi, il Comune di Iasmos ha presentato una proposta di finanziamento al Programma operativo regionale della Macedonia Orientale e Tracia, per un budget complessivo di 100.000 euro. Di questi, 74.000 euro sono destinati al ripristino di opere tecniche di sistemazione di un torrente nell’abitato di Sosti e 26.000 euro a danni al manto stradale provocati dalle alluvioni a Polyanthos. Non è stata annunciata alcuna decisione di approvazione né un calendario di appalto. L’importo riguarda esclusivamente lavori di ripristino dei danni e non azioni di rimboschimento o di protezione contro l’erosione, per le quali non è stato annunciato un programma separato. L’anniversario trova il paese in un nuovo periodo di alto rischio di incendio, con fronti di fuoco attivi in altre regioni.
Πηγές
- Πρωτογενείς πηγέςΤρία χρόνια από την καταστροφική πυρκαγιά στη ΔΕ Σώστη — Παρατηρητής της Θράκης · δημοσιεύθηκε 2026-08-21 · ανακτήθηκε 2026-08-21