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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Rischio di incendio di categoria 3 in 22 aree

La Protezione civile ha posto 22 aree del Paese in rischio elevato di incendio per venerdì 11 settembre 2026, lo stesso giorno in cui sono scoppiati incendi in Eubea e a Lesbo.

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Vigili del fuoco al lavoro su un'area bruciata. Immagine di repertorio.
Ενδεικτική εικόνα Vigili del fuoco al lavoro su un'area bruciata. Immagine di repertorio. TodayGrid

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Il Segretariato generale della Protezione civile ha posto 22 aree del Paese in categoria 3, cioè in rischio elevato di incendio, per venerdì 11 settembre 2026, secondo quanto riportato da Eleftheros Typos. Nella mappa del rischio figurano l’Attica, la Beozia, l’Eubea, la Corinzia, l’Argolide, la Laconia, l’Arcadia, l’Acaia, l’Etolia-Acarnania, Preveza, la Tesprozia, la Rodopi, l’Evros, la Ftiotide, la Magnesia, il Dodecaneso, Heraklion, il Lasithi e le isole dell’Egeo settentrionale. Allo stesso tempo, la Regione del Peloponneso ha annunciato separatamente un rischio elevato di incendio per le unità regionali di Argolide, Corinzia e Laconia per lo stesso giorno, chiedendo ai residenti maggiore attenzione.

La scala di previsione del rischio di incendio tenuta dal Segretariato generale della Protezione civile comprende cinque categorie, dalla categoria 1, corrispondente a rischio basso, fino alla categoria 5, corrispondente a rischio molto elevato, con la categoria 3 che segnala già un rischio accresciuto. Questa classificazione non è rimasta teorica. Lo stesso giorno sono scoppiati due incendi in aree comprese nell’elenco a rischio elevato: uno a Partheni di Aliveri, in Eubea, e uno a Palaiokipos di Lesbo, che rientra nell’area più ampia dell’Egeo settentrionale. In entrambi i casi i vigili del fuoco hanno mobilitato forze significative, mentre sono stati inviati messaggi tramite il 112 agli abitanti delle zone circostanti.

Per i residenti e i visitatori delle 22 aree, la classificazione in categoria 3 significa maggiore attenzione nelle attività quotidiane che possono provocare un incendio, come accendere un fuoco all’aperto, fumare in zone boschive o usare macchinari in terreni agricoli. I vigili del fuoco ricordano che il divieto di bruciare erbe, rami e residui di coltivazione resta in vigore per tutta la stagione antincendio, una misura volta proprio a evitare episodi come quelli registrati in Eubea e a Lesbo. Il rispetto delle indicazioni è considerato determinante nei giorni in cui il rischio elevato copre un’area geografica così estesa, in particolare nelle zone con fitta vegetazione boschiva e forte interesse turistico. Gli esperti della protezione civile raccomandano inoltre di evitare l’uso di macchinari che producono scintille vicino a vegetazione secca, oltre ad avvisare immediatamente i vigili del fuoco al numero 199 al primo segno di fumo.

Le autorità dovrebbero continuare la pubblicazione quotidiana della mappa del rischio, che determina le misure di prontezza rafforzata per le forze dei vigili del fuoco in ciascuna area. La Regione del Peloponneso, come altre regioni a rischio elevato, dovrebbe mantenere in allerta i propri meccanismi di protezione civile nei prossimi giorni, in base all’evoluzione delle condizioni meteorologiche. I cittadini sono invitati a seguire gli annunci del Segretariato generale della Protezione civile e a evitare qualsiasi attività che possa costituire una fonte di innesco, in particolare nelle ore di maggiore soleggiamento. La collaborazione tra cittadini e autorità resta determinante per limitare le conseguenze in giornate come venerdì 11 settembre 2026, quando il rischio copre sia aree continentali sia insulari del Paese.

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