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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Arcadia: incendio a Pigadakia con 25 vigili del fuoco

Un incendio in un'area di vegetazione bassa a Pigadakia, in Arcadia, ha mobilitato 25 vigili del fuoco e due aerei, con l'ESKEDIK che monitora tramite drone.

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Immagine indicativa del rischio di incendio in vegetazione secca. Foto d'archivio.
Ενδεικτική εικόνα Immagine indicativa del rischio di incendio in vegetazione secca. Foto d'archivio. TodayGrid

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Un incendio è divampato nel pomeriggio di lunedì 17 agosto in un’area di vegetazione bassa a Pigadakia, in Arcadia, con il Corpo dei Vigili del Fuoco che ha mobilitato forze consistenti. Secondo il comunicato del servizio, come riportato da Ta Nea, l’evento si è verificato intorno alle 18:15. Sul posto operano 25 vigili del fuoco con una squadra a piedi della 9ª Unità Speciale di Operazioni Forestali e cinque mezzi antincendio, mentre dall’aria intervengono due aerei. Alle operazioni di spegnimento partecipano anche autobotti del Comune di Tripoli. Per indagare sulle cause è stato mobilitato il Nucleo Investigativo Antincendio Doloso di Tripoli. L’episodio è stato il principale argomento di attualità dei media nazionali nelle prime ore serali. L’orario dell’evento, poco dopo le sei del pomeriggio, colloca l’accaduto verso la fine della finestra giornaliera in cui possono operare i mezzi aerei con equipaggio.

Caratteristica di questa operazione è che il Centro Coordinamento Unificato per le Operazioni e la Gestione delle Crisi mantiene un’immagine continua del fronte tramite un drone dotato di telecamera termica e ottica. La telecamera termica permette di individuare focolai attivi attraverso il fumo e, soprattutto, dopo il tramonto, quando i mezzi aerei con equipaggio non possono operare. L’uso dei droni si è consolidato negli ultimi anni nella dottrina operativa greca proprio per questo motivo: colma il vuoto delle ore notturne, quando le forze a terra operano da sole e il rischio di riaccensione è più alto.

L’Arcadia è tra le unità regionali con un rilievo montuoso marcato e ampie estensioni di vegetazione bassa, che ad agosto si trovano in condizioni di piena siccità. La combinazione di vegetazione arbustiva e venti forti consente una rapida propagazione del fronte, anche quando il focolaio iniziale è piccolo. La vicinanza a Tripoli fa sì che le forze possano raggiungere il punto relativamente in fretta, mentre le autobotti comunali coprono la necessità di rifornimento dei mezzi, che nelle zone montuose costituisce spesso il fattore limitante dell’operazione. La zona più ampia di Tripoli si trova in altura e l’altopiano della Mantinea è circondato da rilievi montuosi, un fatto che influenza il comportamento del vento nelle ore pomeridiane.

Fino alla sera di lunedì non era stato annunciato che l’incendio fosse stato circoscritto, né era stata fornita una stima dell’area bruciata. Non è stata segnalata l’attivazione di un messaggio del 112 per un’evacuazione preventiva, né feriti o minacce ad abitazioni. Il nucleo investigativo esaminerà sia l’ipotesi di negligenza, ad esempio per lavori agricoli o l’abbandono di una sigaretta accesa, sia l’ipotesi di incendio doloso. Il Peloponneso era incluso tra le zone a rischio elevato nella mappa di previsione giornaliera, mentre per martedì 18 agosto il Peloponneso settentrionale resta in categoria di rischio elevato. Ulteriori notizie sugli incendi nella pagina Incendi. Non è inoltre noto se siano state evacuate preventivamente strutture zootecniche o depositi nella zona circostante.

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