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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Caccia: aperta la stagione con un limite per la tortora

La stagione venatoria 2026-2027 è iniziata giovedì 20 agosto in tutto il Paese, con un limite nazionale di 36.000 capi per la tortora e la dichiarazione elettronica obbligatoria del prelievo per quindici specie.

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La stagione venatoria 2026-2027 si è aperta giovedì 20 agosto in tutto il Paese e durerà fino al 28 febbraio 2027, con l’unica eccezione del coniglio selvatico, per il quale la caccia è prorogata fino al 10 marzo. Il quadro è definito dal decreto regolamentare del Ministro dell’Ambiente e dell’Energia Stavros Papastavrou, numero YPEN/DDD/88483/2815, firmato il 31 luglio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale B΄ 4804 del 3 agosto. Nel primo periodo, dal 20 agosto al 14 settembre, la caccia è consentita solo nelle cosiddette zone di passo, cioè in aree che erano state classificate come zone di passo degli uccelli migratori prima del 1985. Come osserva dasarxeio.com, da una prima lettura non emergono nuove restrizioni generali rispetto alla stagione precedente.

La disposizione più rilevante riguarda la tortora, specie sotto pressione a livello europeo a causa della diminuzione delle sue popolazioni. Il limite giornaliero resta di quattro capi per cacciatore e per uscita, mentre il limite nazionale di prelievo è fissato a 36.000 capi, valore che corrisponde a una riduzione di oltre l’87 per cento rispetto al prelievo nazionale medio del periodo 2013-2018. Al raggiungimento del limite la caccia si interrompe automaticamente e in ogni caso non è consentita dopo il 30 ottobre. Per il controllo, ogni cacciatore riceve un codice QR univoco ed è tenuto a dichiarare elettronicamente il prelievo giornaliero tramite l’applicazione KENTAVROS, prima di lasciare l’area di caccia. Lo stesso obbligo si estende ad altre quattordici specie, tra cui la tottavilla, la quaglia, lo storno e la folaga, perché la Commissione europea sta esaminando il loro stato di conservazione. Chi non dispone di uno smartphone effettua la dichiarazione con un messaggio di testo.

Le differenziazioni locali sono numerose. È vietata la caccia a tutte le specie per l’intera stagione sull’isola di Tilos, la caccia alla lepre a Lemno e ad Agios Efstratios e la caccia alla pernice sarda ad Agios Efstratios. A Chio la pernice sarda è consentita solo il sabato e la domenica, per un totale di ventidue uscite, mentre a Lesbo e a Lemno è limitata a otto date specifiche. La lepre può essere cacciata solo il mercoledì, il sabato e la domenica con un limite di un capo, la beccaccia con un limite di dieci e il divieto della caccia all’aspetto, la coturnice con un limite di due e solo dal 1° ottobre. Valgono inoltre divieti in una fascia di 500 metri lungo i confini terrestri, in una fascia marina di 300 metri dalle coste e in una fascia di 50 metri su entrambi i lati della rete stradale nazionale e provinciale principale. I pallini di piombo sono vietati entro cento metri dalle zone umide.

Il decreto si basa su uno studio aggiornato del Dipartimento di Scienze Forestali dell’Università Aristotele di Salonicco in collaborazione con l’Università della Tessaglia, ma anche su proposte presentate sia dalla Confederazione Venatoria di Grecia sia dalla Società Ornitologica Ellenica. Le due parti non concordano: l’organizzazione ornitologica mantiene la richiesta costante di una sospensione temporanea della caccia alla tortora per un anno, che non è stata accolta. Il passo successivo spetta ai servizi forestali locali, i cui responsabili sono autorizzati dal ministro a emanare le disposizioni di polizia forestale che specificano l’applicazione in ciascuna area. Resta obbligatorio anche l’uso di un indumento arancione fluorescente sul busto durante la caccia al cinghiale, alla lepre, alla beccaccia e alla quaglia, misura che mira a prevenire gli incidenti.

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