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Τελευταία ενημέρωση: 29 Σεπτεμβρίου 2026 TodayGrid
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Kavala: arrestato un 80enne per incendio doloso

Un uomo di 80 anni è stato arrestato a Dipotamos, nel comune di Nestos, presso Kavala, accusato di aver dato fuoco a erba secca la sera di domenica 16 agosto 2026.

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Mezzo dei vigili del fuoco in intervento tra il fumo. Foto d’archivio.
Ενδεικτική εικόνα Mezzo dei vigili del fuoco in intervento tra il fumo. Foto d’archivio. TodayGrid

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Un uomo di 80 anni è stato arrestato nella zona di Dipotamos, comune di Nestos, presso Kavala, con l’accusa di incendio doloso. Secondo il bollettino dei vigili del fuoco, ripreso da TA NEA, Capital.gr e Newsit.gr, il cittadino greco avrebbe dato fuoco a erba secca con una fiamma libera intorno alle 19:25 di domenica 16 agosto 2026. Le sue generalità non vengono rese pubbliche. Il caso sarà esaminato dalla procura competente e, fino a sentenza definitiva, l’imputato è presunto innocente. Non è stata resa nota l’estensione dell’area bruciata né se siano stati danneggiati beni. Non è stato comunicato nemmeno se il fuoco si sia esteso oltre il punto di innesco o se sia stato necessario l’intervento di squadre per spegnerlo.

L’arresto si inserisce in un quadro di dati più ampio diffuso dai vigili del fuoco. Dal 1° gennaio al 16 agosto 2026 sono state comminate in tutto il Paese 722 sanzioni amministrative, per un totale di 1.152.891,95 euro, mentre sono stati effettuati 302 arresti in flagranza per aver provocato un incendio. Questi numeri riguardano sia l’incendio doloso sia i casi ben più frequenti di negligenza: bruciatura di residui colturali, uso di macchinari che producono scintille e barbecue nelle giornate ad alto rischio. Il comune di Nestos si estende su terreni agricoli pianeggianti e colline boscose, con il delta del Nestos che costituisce un’area protetta della rete NATURA. La vicinanza tra coltivazioni ed ecosistemi naturali rende ogni combustione incontrollata potenzialmente pericolosa per gli habitat protetti.

La distinzione tra dolo e colpa è giuridicamente decisiva. L’incendio doloso di bosco è punito con la reclusione e le attenuanti sono limitate, mentre l’incendio colposo comporta pene nettamente più miti. Nella pratica, provare il dolo richiede elementi raramente disponibili subito, come testimoni, materiali di innesco o registrazioni. In questo caso l’accusa è stata formulata come incendio doloso, senza però che sia stata resa pubblica la motivazione dei vigili del fuoco. Di fatto, la grande maggioranza degli arresti riguarda agricoltori e residenti che bruciano residui o potature, spesso ignari che l’atto sia assolutamente vietato per tutta la stagione antincendio e non solo nelle giornate ad alto rischio.

La Macedonia Orientale e Tracia si colloca quest’anno stabilmente tra le aree a rischio accresciuto, con Evros e Rodopi che tornano quasi ogni giorno sulle mappe previsionali della Protezione civile. La stagione antincendio dura fino al 31 ottobre e la bruciatura dei residui agricoli è vietata per tutto il periodo. TodayGrid ha raccolto i dati complessivi dei procedimenti nel reportage «Vigili del fuoco: arresti e sanzioni in sette aree». Altre notizie nella pagina Criminalità. I vigili del fuoco dispongono di funzionari investigativi che indagano sulle cause di ogni incendio e redigono una relazione, poi trasmessa alla procura. Non è stato reso noto se in questo caso sia stata seguita la procedura per direttissima.

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