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Paros: protesta alla discarica e risposta del ΦΟΔΣΑ

Una protesta simbolica all'ingresso della discarica di Paros è in programma per domenica 16 agosto a cura del Movimento dei Cittadini di Paros, mentre il ΦΟΔΣΑ dell'Egeo Meridionale replica che i cancelli del sito restano aperti.

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Una protesta simbolica all’ingresso della discarica controllata di Paros è in programma per il pomeriggio di domenica 16 agosto 2026 a cura del Movimento dei Cittadini di Paros. Nel suo appello il movimento parla di accumulo di rifiuti, di materiali riciclabili e di oggetti ingombranti in vari punti dell’isola dopo il recente incendio, e solleva una questione di salute pubblica in mezzo alle alte temperature di agosto. L’invito è rivolto ad abitanti e visitatori e colloca il raduno esattamente nel punto in cui finiscono i rifiuti dell’isola, così da collegare la richiesta al funzionamento dell’impianto e non solo alla raccolta. Il movimento osserva che la situazione non si limita a un solo punto, ma riguarda punti di accumulo sparsi in insediamenti e strade costiere, e chiede un piano immediato di raccolta prima della fine del mese.

Nello stesso periodo, l’Ente per la Gestione dei Rifiuti Solidi dell’Egeo Meridionale (ΦΟΔΣΑ) ha risposto pubblicamente con un comunicato stampa del 14 agosto 2026. Vi si afferma che «i cancelli della discarica di Paros erano, sono e restano aperti» per i rifiuti che vi arrivano legalmente e secondo le regole di funzionamento del sito. L’ente rinvia all’articolo 7 del Regolamento di Igiene Urbana del Comune di Paros, che disciplina i casi di forza maggiore e di interruzione del funzionamento dei siti di smaltimento, e attribuisce all’amministrazione comunale la responsabilità dell’immagine dell’isola. Le due parti danno così un’interpretazione diversa dello stesso fatto: una parla di impossibilità di smaltimento, l’altra di regole non rispettate. Il ΦΟΔΣΑ precisa che il conferimento dei rifiuti avviene sulla base di orari e di categorie di materiali precisi, e che gli ingombranti e gli sfalci verdi richiedono una gestione diversa da quella dell’indifferenziato. Non indica le quantità accettate nell’ultimo decennio di giorni né se vi sia stato un rifiuto di conferimento per carichi specifici.

La questione dei rifiuti a Paros non è nuova. Il vicolo cieco degli ingombranti era già arrivato alla Procura all’inizio di agosto, come aveva documentato TodayGrid nel servizio «Paros: il dilemma dei rifiuti ingombranti arriva al procuratore». La popolazione dell’isola si moltiplica ad agosto, con il risultato che i volumi di rifiuti toccano il picco proprio quando i margini dell’infrastruttura sono più stretti. Nella stessa settimana il Comune di Antiparos ha rivolto un appello a parte ad abitanti e visitatori per la pulizia dell’insediamento, a dimostrazione che la pressione riguarda l’arcipelago in senso più ampio e non una sola isola. La popolazione stabile di Paros si aggira intorno ai 14.000 abitanti, numero che ad agosto si moltiplica. La flotta di raccolta e il personale addetto all’igiene urbana dei comuni sono però dimensionati sulla base dei valori stabili, il che crea ogni estate un divario strutturale fra domanda e capacità.

La protesta di domenica mostrerà se la questione resterà a livello di comunicati o se porterà a un piano comune fra Comune ed ente di gestione. Fino alla stesura di questo articolo non risultava una risposta pubblica dell’amministrazione comunale di Paros al comunicato del ΦΟΔΣΑ, né un annuncio su turni straordinari di raccolta o su una gestione provvisoria degli ingombranti. Altre notizie dall’isola nella pagina Paros. Il prossimo momento critico è la fine del picco turistico, quando di norma emerge il bilancio reale delle quantità ricevute dall’impianto. La questione è legata anche alla pianificazione più generale della gestione dei rifiuti nelle Cicladi, dove il trasporto dei residui fuori dall’isola dipende dai collegamenti marittimi e dal costo dei noli.

Πηγές